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Carlo Sgorlon: il conservatore di cose buone

Un “conservatore di cose buone”: così amava definirsi Carlo Sgorlon (1930-2009) che è stato, e resterà, una tra le voci più alte del Friuli Venezia Giulia e della letteratura Italiana. Spirito libero, ribelle e brillante testimonianza di 80 anni di coraggio e amore per un Friuli mai piccolo ma sempre grande, anche nel mondo.

Carlo Sgorlon, anima del Friuli
Difficile dire se sia stato un narratore di grande comunicativa o un romanziere di fama mondiale. Carlo Sgorlon (1930-2009) è stato di sicuro una delle anime più brillanti del Friuli Venezia Giulia, un uomo a tratti schivo, capace di conquistare i lettori con uno stile incisivo, raccontando la vita contadina, ma anche il dramma delle guerre o delle foibe con un talento fuori discussione.

Era nato il 26 Luglio 1920 a Cassacco, un piccolo centro nelle colline sopra Udine, e furono proprio queste radici a restare nel cuore tanto da ritornare dopo aver concluso gli studi a Pisa ed in Germania, per decidere infine di trascorrerci l’intera vita. Pochi sanno che prima di vincere il concorso per entrare alla Scuola Superiore Normale di Pisa, Carlo Sgorlon frequentò il Liceo Classico Jacopo Stellini. Mia madre, che durante la seconda guerra mondiale fu sua compagna di classe, ne ricordava i voti alti insieme al carattere già timido e così riservato. Una riservatezza che nel tempo è diventata tratto e prospettiva confortante oltre che sinonimo di saggezza.

Voce costante dell’universo Friuli, ad attraversare le pagine dei suoi libri si trovano temi legati alla sacralità della vita, alla bellezza della natura ma anche il dramma delle guerre e migrazioni, l’universo femminile e, su tutto, il sentire profondo dell’uomo intimamente legato alla semplicità della vita e della cultura contadina come preziosa radice del passato ma anche ponte verso un sempre possibile futuro. Pagina dopo pagina, ci si addentra e appassiona a questa piccola patria che diventa luogo ricco di bellezza. sensibilità, e dove tutto può ancora accadere.

Tempo fa, la Regione gli ha conferito la medaglia d’oro a per aver fatto conoscere ed amare il cuore leggendario e antico di questa terra, eppure Carlo Sgorlon, anche grazie ad una scrittura accattivante,è uno degli autori più prolifici e noti al mondo in un percorso letterario straordinario che lo ha reso vincitore di oltre quaranta premi letterari, tra cui lo Strega e due volte del Campiello, sino ad entrare nella rosa dei candidati al Nobel.

Un “conservatore di cose buone”: così amava definirsi. Un uomo libero, aggiungerei. E non è cosa da poco.

Luisa Maria Carretta
© Opera protetta da licenza C.C

nella gallery Carlo Sgorlon, le poche immagini rperibili in rete e le copertine di alcune opere.

Carlo Sgorlon

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