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Udine razzista? No Grazie

Udine razzista? E' ancora polemica per quanto accaduto due giorni fa in centro. Luca Dordolo, capogruppo della Lega Nord del Comune di Udine, dopo aver visto donna con il “niqab” , prima intima di togliersi il velo, poi chiama la Polizia.

L'Islam a Udine

Udine razzista? E’ ancora polemica per quanto accaduto due giorni fa in centro. Luca Dordolo, capogruppo della Lega Nord del Comune di Udine, dopo aver visto donna con il “niqab” , prima intima di togliersi il velo, poi chiama la Polizia.
Senza dubbio piccola ma vivace la città di Udine, che si ritrova al centro di discussioni e proteste fino a raggiungere le cronache nazionali. Il caso ricorda l’episodio accaduto a Novara quando una donna musulmana è stata multata per indossare il niqab, il tanto contestato copricapo e dove la protesta e l’indignazione portarono un’esponente del Pd ad indossare una sciarpa in un ufficio postale, per quasi un’ora, senza essere fermato o identificato. Due casi simili ma opposti a quanto accaduto a Sanaa, la ragazza di 18 anni uccisa dal padre-assassino a Montereale Valcellina (Pordenone). Insomma, da qualsiasi parte la si veda, si ritorna al grande tema dell’auspicata integrazione, che nel nord est è più forte che in altre regioni, ma che, a volte, è coperta dal gesto di un singolo che diventa frastuono.C i sono tanti aspetti da considerare, il primo, quello psicologico:

    “Se il velo significa parità, eguaglianza emancipazione allora ben venga, come la manna dal cielo, anche per gli uomini …. Ma se il velo significa assoggettamento, schiavitù, come un marchio per un essere inferiore allora è diverso…. Se il velo è scelta personale, per autonoma convinzione è un conto, anche se resta ostentazione di un credo un marchio che giustamente in Francia contestano per qualunque religione a livello della scuola…. Restano delle perplessità sulla spontaneità dell’indossare il velo.”

dice Gilberto Gamberini.

Inoltre, se da un lato il velo è uno dei tanti simboli islamici degni di rispetto che andrebbero capiti sempre più, dall’altro è pur necessario ricordare che negli ultimi anni si sono registrati quasi trecentoattentati da parte di uomini nascosti dal velo integrale. Al di là delle leggi in vigore, non sappiamo se chiamare Polizia sia stato un gesto dettato più dal desiderio di provocazione o dall’effettivo timore che qualcosa di grave potesse accadere. In ogni caso, nell’era della globalizzazione, l’immigrazione dovrebbe essere sempre uno stimolo a guardarsi dentro per specchiarsi nel volto dell’altro per scoprire che essere straniero, in fondo, è una natura che si addice a ognuno di noi e che la vita che ciascuno di noi fa è solamente una delle molte possibili.

lmc