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  • 10 Febbraio 2010 Giorno del Ricordo

    Il 10 febbraio è il Giorno del Ricordo. Una data che l'Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell'Esodo dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati. La cerimonia solenne sarà a Basovizza, a Monfalcone una fiaccolata ed a Tolmezzo la posa di una scultura di Alessio Florit.

  • Friuli Abruzzo: insieme nel giorno dell'anniversario del terremoto

    6 Aprile 2009, 6 Maggio 1976. Molte le similitudini tra queste due piccole regioni a cominciare dall’Aquila che oltre ad essere città colpita è anche simbolo del Friuli Venezia Giulia. Le celebrazioni per il ricordo del disastroso terremoto sono cominciate proprio dal Duomo di Gemona del Friuli, domenica scorsa con il K626 di Mozart ma il clou delle commemorazioni è previsto per domani

  • Gemona del Friuli, dal terremoto del 1976 a epicentro di speranza

    Il significato del viaggio è soprattutto nel suo percorso, nel saper superare ostacoli improvvisi ed inaspettati ed in tal senso Gemona è simbolo della rinascita del Friuli Venezia Giulia intero...

  • In Friuli Resistenza in Festa.

    Oltre la medaglia al Valor Militare alla città di Cividale del Friuli, alla vigilia del 64esimo anniversario della ricorrenza della Liberazione Il Sindaco di Udine Furio Honsell richiama il valore della conoscenza e coscienza di ognuno di noi.

  • Friuli Venezia Giulia simbolo della lotta partigiana

    Il 25 aprile è festa speciale per il Friuli perché alto fu il contributo di coraggio e di sangue che seppe dare per costruire un’Italia democratica.

  • La donna del Friuli

    Per la Festa della donne o per qualsiasi giorno lei è simbolo di vita e anelito di speranza

  • Déjà Vu

    uccidere, compiere uno stupro, vendere la vita, abbandonare un animale… c’è un filo comune in questi gesti è la la capacità autogiustificativa dell’uomo… c’è sempre un perché… una giustificazione che rende un atto meno crudele e più accettabile....Abbiate pazienza… mi piacerebbe che queste venissero chiamate per quelle che sono… violenze senza fine…

  • Foibe: i 1048 nomi

    Un faldone senza neppure uno straccio di copertina, un preambolo, una nota d'accompagnamento. E neppure un «ci dispiace, è andata così», che del resto sarebbe parso atrocemente stonato. Solo un elenco asettico di nomi, date di nascita, professione o corpo d'appartenenza, data della cattura e della deportazione. Schegge di vite perdute, appese lassù, nel firmamento dei martiri.

  • Una gigantesca menzogna

    Mai prima di aver letto il meritorio “L’esodo” di Arrigo Petacco, un libro pubblicato nel 1999. Mai prima di quel libro avevo letto di quella ragazza ventitreenne che un pugno di bestie jugoslave stuprarono a lungo e sino alla soglia della foiba dove la scaraventarono; né sapevo della decisione – per una volta santa e benedetta – dei tedeschi che catturarono i colpevoli e li costrinsero a passare la notte in piedi accanto alla salma di Norma prima di essere fucilati all’alba.

  • Foibe: oltre la porta

    Dopo la fine della Grande Guerra, l'Italia ottenne la Venezia Giulia e il litorale adriatico. Nel 1920 fu annessa al Regno anche la città di Fiume. Poi il fascismo, la Seconda Guerra Mondiale, l'occupazione tedesca che seguì all'armistizio dell'8 settembre. La risiera di San Sabba a Trieste convertita in un campo di sterminio.