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Apparecchiare per momenti importanti

Pranzi e cene importanti richiedono una particolare attenzione, dimostrando con questo rispetto nei confronti degli ospiti. Per i reali del Cinquecento pochi oggetti su ricche tovaglie e si mangia con le mani.

I pranzi e le cene importanti richiedono:
-il sottopiatto (che per tutta la durata del pranzo non verrà mai tolto), il piatto piano, la fondina;
alla destra dei piatti: il coltello (con la lama rivolta verso l’interno) e il cucchiaio;
-alla sinistra dei piatti: una o più forchette (dipende dal menù) e il tovagliolo piegato nel modo più semplice, a rettangolo o a triangolo;
-in alto, sopra il piatto: le posate da dessert (manico della forchettina a sinistra, il coltellino o il cucchiaino con l’impugnatura a destra);
-sopra le posate di destra: i bicchieri fino ad un massimo di quattro, con questo ordine partendo da sinistra: per l’acqua (grande), per il vino rosso (medio), per il vino bianco;
-più indietro, l’eventuale bicchiere per il dessert o lo spumante;
-sopra le posate di sinistra: il piattino per il pane;
-eventuali segnaposti, dietro le posate da dessert.
Il sale e il pepe negli appositi contenitori o in ciotoline provviste di adeguato cucchiaino.
Le coppe lavadita, cadute in disuso, si portano in tavola sul piattino da frutta coperto da un centrino. Centrino e coppa vanno quindi tolti dal piattino e messi al posto del piattino del pane. Servono per lavare la punta delle dita, asciugandole poi con il tovagliolo.

Norbert Elias ne “Il processo di civilizzazione” rileva che nel Cinquecento “I piatti sono rari. La tavola a volte è ricoperta di ricche tovaglie, a volte no; comunque vi sono sempre pochi oggetti: boccali, saliera, coltelli, cucchiai ed è tutto. Tutti quanti, dal re alla regina al contadino e sua moglie, mangiano con le mani, anche se nel ceto più elevato si usano modi più raffinati”. Già nel Settecento, con l’arrivo della forchetta le cose cambiano. A tavola bisogna servirsi di un tovagliolo, di un piatto, d’un coltello, d’un cucchiaio e d’una forchetta. “Sarebbe oltremodo maleducato fare a meno di qualcuno di questi oggetti quando si mangia” rileva un contemporaneo attendibile quale De La Salle, in «Les règles de la bienséance et de la civilité chretienne»