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Tè in Europa dal XV secolo

Le prime notizie di questa pianta provengono dalla Cina, come medicinale

Dal francese thè (derivato a sua volta dal cinese e più precisamente da un dialetto di Amoy) è un infuso ottenuto da foglie essiccate. Le prime notizie su questa pianta provengono dalla Cina dove il tè aveva utilizzazione quale medicinale già molti secoli prima di Cristo. In Giappone la coltivazione ebbe inizio nel XIVº secolo, solo nel XIXº secolo a Ceylon, quindi in India e, ancora più tardi, a Giava, negli Stati Uniti, in Brasile, nelle Azzorre, nel Caucaso.

In Europa l’uso della bevanda cominciò a diffondersi nel XVº secolo, sempre quale medicamento. La migliore raccolta arriva sul mercato con la denominazione di «fiori di tè» o «tè imperiale», ed è effettuata nei mesi di marzo-aprile, quando le foglie sono ancora piccole e tenere.

L’ora del tè è un rito che si “interpreta” attorno al rintocco delle Cinque. Se l’invito è formale, la padrona di casa riceve vestita come per una colazione elegante, al pari delle ospiti.

Non occorre aspettare le persone in ritardo: verranno servite successivamente.

Gli ospiti prendono posto sulle poltrone e sui divani, mentre la padrona di casa prepara la teiera, prima riscaldandola con dell’acqua calda che verrà buttata dopo qualche minuto. Quindi mette un cucchiaino di tè per la teiera e uno per ogni tazza prevista. L’acqua bollente versata sopra e qualche minuto di tempo fanno il resto.

Da evitare i sacchettini monodose, accettabili solo al bar.

La padrona di casa versa l’infuso nelle tazze che porge alle ospiti. Quindi serve lo zucchero, il latte o il limone già tagliato a fettine sottili. Infine passa i vari vassoi con dolcetti e tartine, non dimenticando i tovaglioli. Se c’è la cameriera, questa si assume l’impegno di passare i vassoi, togliere i piatti e le tazze che non servono.

Il tè si sorseggia dalla tazza, senza alzare il mignolo. Il cucchiaino serve unicamente per mescolare lo zucchero (come per il caffè e le altre bevande: non ruotandolo), senza mai portarlo alla bocca.

I biscotti non si mettono nel tè e l’eventuale fettina di limone non si mangia.

Il tè servito a tavola prevede una preparazione molto accurata dei posti. Al centro una decorazione di fiori o una composizione che evidenzi il buon gusto e l’estro della padrona di casa. Davanti ad ogni invitato: il piatto da dessert con alla destra una forchetta e alla sinistra il tovagliolo; poco sopra la forchetta, la tazza sul piattino.

Ultima avvertenza: il tè si versa nella tazza da destra (come tutte le bevande). I dolci o i salatini si servono da sinistra (come tutti i cibi).

Ancora nel 1877, come testimonia il testo «La gente per bene», della Marchesa Colombi, il té non era ben radicato in Italia, considerato dall’élite “troppo economico”.

«Il trattamento da offrirsi in una serata è arbitrario. Il più generalmente adottato è il tè; ma è altresì il più economico, ed il meno accetto. Non è ancora abbastanza entrato nelle nostre abitudini. Lo zabaione, la cioccolata, il vino brulé, il punch, i vini forastieri, i liquori dolci, sono tutte bevande che si possono offrire. Col tè, le paste più adatte sono i pic-nics, i muffins, le sugar-wafer, e soltanto col tè e coi vini si accoppiano bene i sandwiches».

Solo qualche lustro più tardi il té entra nell’alta società, preparato all’inglese, ma con dei “contorni” quantomeno strani, come, ad esempio, carne fredda. Lo apprendiamo leggendo «Come devo comportarmi?» di Anna Vertua Gentile, una delle più accreditate autrici di regole di comportamento.

«Il thè lo deve preparare la signora stessa, o la signorina di casa, secondo il sistema inglese; voglio dire, facendo bollire l’acqua nel Samovar, versandola nel bricco riscaldato con l’avvertenza che per due tazze ci vogliono tre cucchiaini di thè. Il bricco, dove l’acqua deve riposare alcuni minuti, lo si copre d’una specie di berretto strano ed elegante, imbottito e ricamato, perché si mantenga caldo. Il thè lo verserà la signora o la signorina; ma si lascerà agli invitati la libertà di mischiarvi del Marsala, del Rhum, o del latte secondo i gusti e le abitudini. Insieme col thè, si servono dei pasticcini, dei biscotti inglesi, delle fette di pane al burro, dei sandwiches, e anche della carne fredda; del vino di Bordeaux e della cioccolata».

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