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Fiori: il linguaggio (b-c)

Dalla bella di giorno (civetteria) al crisantemo (cordoglio)

Il linguaggio dei fiori, utilizzato nell’Ottocento con sottigliezza, anche oggi può far pensare ad una maggiore attenzione nei confronti del festeggiato. Paolina Grati ne “Il linguaggio dei fiori”, edito sul finire dell’Ottocento, fornisce le spiegazioni leggendarie o storiche.

Bella di giorno = civetteria, mania di piacere. I fiori a campanula si aprono al mattino e si chiudono alla sera.

Bella di notte = timidezza. Originaria dell’America tropicale, i fiori si schiudono alla sera, esalando un gradevole profumo, per richiudersi alla luce del giorno.

Biancospino = dolce speranza. Da riservare ai giovani, ha rami spinosi e fiori bianchi raccolti in corimbi. «I Romani accordavano al biancospino il potere di combattere i malefizii. Nei giorni che celebravano qualche imeneo, se ne adornavano con festoni le culle dei neonati».

Bocca di leone = capriccio, presunzione. Il fiore, detto anche antirrino, prende questo nome per la forma a bocca.

Botton d’oro = sarcasmo, maldicenza. Fiore giallo-dorato, lucente.
«Il succo spremuto delle sue radici può esser mortale».

Bucaneve = consolazione, annuncio di qualcosa di piacevole. Fiore unico bianco pendulo con macchie di verde all’apice. Detto anche foraneve.

Calendola = gelosia, inquietudine, dispiacere. Fiori a capolino di colore giallo o arancione.

Calicanto = eleganza, adulazione. Arbusto cespuglioso produce fiori profumati rosso cupo o giallo. Formato da due parole che si traducono in calice-fiore. Le prime piante sono giunte in Europa nel 1726, provenienti dalla Florida.

Calla = instabilità. Pianta erbacea con infiorescenza a spiga racchiusa in una brattea bianca a calice. Citata da Plinio con il nome di calsa, ho mutato il nome per una lettura errata.

Camelia = sacrificio, durata. L’arbusto sempreverde, ornamentale, con foglie verde scuro, coriacee, offre fiori bianchi, rosa o rossi. Deriva il nome dal gesuita moravo Kamel (1661-1706) che la introdusse in Europa dal Giappone.

Camelia a fiore rosso = amore e speranza.

Camelia variegata = amore, fede, speranza.

Campanula = adulazione, vanità. Pianta erbacea con fiori a corolla campanulata di vari colori.

Caprifoglio = legame affettuoso. Fusto esile e lungo con fiori bianco-giallastri o rosa, odorosi specialmente di notte. Prende anche il nome di abbracciabosco, madreselva, vincibosco.

Catalogno o gelsomino di Spagna = sensualità. Non è raccomandabile respirare, dormendo, l’aria profumata da questi fiori. Il nome deriva dalla regione spagnola di provenienza: la Catalogna.

Cedrina = dolore, pene amorose. Fiori azzurrini, noti anche con il nome di limoncina e erba Luisa, emana aroma di cedro. Da qui il nome.

Ciclamino = amabilità senza pretese. Fiori solitari di colore rosa-violetto, anche profumati. Deriva da una specie originaria del Medio Oriente, deriva il nome dal greco con il significato di circolo per la forma della corolla.

Cinquefoglie = amore materno. Indicato per giovani mamme, ha fiori gialli. Prende il nome dalle foglie composta da cinque foglioline. Detta anche pentafillo.

Colchico = indole perversa, meditazione, rammarico. Il colore, originariamente languido rosato, diventa azzurro roseo. Pianta velenosa, prende il nome dalla Colchide, regione sul Mar Nero famosa nell’antichità appunto per i suoi veleni.

Corona imperiale = gloria e potenza. Pianta arnamentale della Liliaceee, in cima al fusto presenta un ciuffo di brattee e di fiori arancioni.

Coronilla = ingenuità. Fiori penduli di vario colore (giallo o rosa), a forma di corona. Produce un frutto a legume.

Cresta di gallo = malvagità. Comunissima nei prati, dissecca gli alberelli che le crescono vicino. Detta anche nappa del cardinale.

Crisantemo = illusione, dubbio, cordoglio. Non così nei paesi d’origine (Cina e Giappone) dove è un fiore ornamentale per eccellenza. In Europa è considerato il fiore dei morti, in quanto, data la fioritura autunnale, si depone sulle tombe nella commemorazione dei defunti. Deriva dal greco con il significat di oro-fiore.