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Fiori: il linguaggio (i-m)

Dall’iris (buona notizia) al mughetto (verginità)

Il linguaggio dei fiori, utilizzato nell’Ottocento con sottigliezza, anche oggi può far pensare ad una maggiore attenzione nei confronti del festeggiato. Paolina Grati ne “Il linguaggio dei fiori”, edito sul finire dell’Ottocento, fornisce le spiegazioni leggendarie o storiche.

Iris = buona notizia. Pianta erbacea con grandi fiori di vari colori, rizoma ben sviluppato.
J
acea = pensa a me. Conosciuta più comunemente con il nome di pensée , viola del pensiero, ha colore vellutato nei petali superiori e giallo-arancio negli altri tre.

Lavanda = diffidenza. Fiori piccoli, violetti, disposti a spiga e molto odorosi.Si utilizza in profumeria. La tradizione “vuole” che la lavanda sia in grado di restituire la parola a chi l’ha perduta.

Ligustro = giovinezza. Fiori bianchi e profumati raccolti in piccole pannocchie, è oggetto di coltivazione a scopo ornamentale per la formazione di siepi. Adatto come regalo per fanciulle e adolescenti.

Lillà bianco = giovinezza, prime agitazioni d’amore. Fiori a pannocchia molto profumati, detta anche serenella. Per fanciulle e adolescenti.

Loto egiziano = eloquenza. Pianta acquatica dai fiori rosati, diffusa nelle regioni tropicali asiatiche.

Magnolia = non ti fidar di me, candore, somma bellezza. Fiori color bianco-crema o rosa, profumatissimi. Originaria dell’America settentrionale e dell’Asia, la pianta arborea devo il nome al botanico francese del ‘600, F. Magnol.

Mammola = modestia, innocenza, onestà, pudore, prudenza. Fiori profumati di colore violetto e foglie a forma di cuore. Dal latino con il significato di “piccola mammella”, poi “fanciulla” e, per metafora, “piccolo fiore”.

Mandorlo = storditaggine. Fiori rosa o bianchi che sbocciano prima che compaiano le foglie. «Di questo fiore se ne è fatto sempre un uso estesissimo: non si ometteva mai, ad esempio, di porlo sulle mense, perché si credeva dotato del potere di difendere dall’ubriachezza».

Margherita = candore, innocenza, incertezza, grazia, bontà. Per fanciulle e adolescenti. Fiori bianchi. «Alla margherita sono stati attribuiti emblemi che non hanno alcuna relazione fra loro, forse per la diversità dell’origine che hanno avuta. Mentre una margherita simboleggia il candore e l’innocenza, esprime anche il motto “ci penserò”: e perché? La spiegazione si trova negli officiali e sdolcinati usi di amore del medio evo. Allora non era raro il caso che più cavalieri reclamassero i colori di una dama, offrendole in cambio, il braccio, il cuore, la mente, e che la dama si trovasse assai imbarazzata nella scelta. In un caso simile essa, invece di dare una risposta decisiva, e per guadagnare tempo, cingevasi la fronte con una corona di margherite, e presentavasi così adornata ai supplichevoli cavalieri, quasi dicendo loro: ci penserò!»

Margheritina = superficialità. Fiori in capolini solitari ascellari con grande disco giallo circondato da una densa corona di fiori a linguella lineare di vario colore: bianco, rosso, rosa, striato.

Mimosa = prònuba, ovvero protettrice delle nozze. Originario dell’Australia e della Tasmania, il fiore reciso, giallo, profumato, è diventato il simbolo della festa delle donne.

Mirto = amore puro. Fiori numerosi, piccoli, bianchi, hanno tradizioni bene auguranti per i novelli sposi. Simbolo dell’amore, della poesia amorosa poiché pianta sacra a Venere.

Miosotide = dolce ricordo. Pianta erbacea con fiorellini azzurri raccolti in infiorescenze. Nota col nome di nontiscordardimé. Per fanciulle e adolescenti. Dal greco, prende il nome dalle foglie simili all’orecchio di topo.

Mughetto = verginità, innocenza. Per fanciulle e adolescenti. Piccoli fiori bianchi raccolti a grappolo, dal profumo molto intenso. Dal fiore si ricava un’essenza per l’industria dei profumi. «In antico si vantavano molto le virtù medicinali dei mughetti, ma oggi è decaduto il loro prestigio. Si adopera soltanto la polvere ottenuta dalle radici disseccate e dai fiori, come starnutatorio nelle gravi emicranie, nelle flussioni corniche degli occhi, etc. L’Acqua d’oro che godeva una volta tanta reputazione presso i tedeschi, e che credevano perfino atta a rianimare le forze vitali, era preparata coi fiori di mughetto».