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Fiori: il linguaggio (n-p)

Dal narciso (egoismo) alla primula (amicizia)

Il linguaggio dei fiori, utilizzato nell’Ottocento con sottigliezza, anche oggi può far pensare ad una maggiore attenzione nei confronti del festeggiato. Paolina Grati ne “Il linguaggio dei fiori”, edito sul finire dell’Ottocento, fornisce le spiegazioni leggendarie o storiche.

Narciso = amore proprio, fatuità della vanità, egoismo. Narciso era un personaggio della mitologia greca, innamoratosi della propria immagine. Fiori bianchi odorosi (si estrae un’essenza usata in profumeria), con una corona interna a forma di coppa di colore giallo.
«Plinio e Plutarco ritenevano derivasse da un vocabolo greco il quale suonava: stupore, stordimento, peso alla testa, forse per l’assopimento doloroso che provocavano i Narcisi, anche i meno odorosi; dannevole proprietà conosciuta anche in antico, e per la quale erano consacrati, secondo che si legge in Sofocle ed in Plutarco, alle divinità sotterranee ed ai morti».

Nigella = vincolo d’amore. Fiorellino celeste pallido, prima di sbocciare china languidamente il capo, tanto da sembrare appassito.

Ninfea = freddezza, indifferenza, purezza, innocenza. Pianta acquatica, nella varietà bianca i fiori si aprono solo di giorno.

Nontiscordardimé = ricordati di me, dolce ricordo. Indicato per fanciulle e adolescenti. Fiorellini di colore azzurro pallido.

Oleandro = baldanza, sentimento violento. Adatto a omaggi floreali per uomini, ha fiori profumati con colore determinato dalla varietà.

Ortensia = freddezza, insensibilità, indifferenza. Originaria della Cina e del Giappone, cambia di colorazione in base al terreno. «Il nome fu dato da un naturalista francese del ‘700, in onore della dama Hortense Barré Lepaute, moglie di un celebre orologiaio di Parigi. «Fin dai tempi più antichi, gli Europei avevano una qualche conoscenza di questo fiore, perché era riprodotto immancabilmente sulle tele e sui tessuti, che dal Giappone e dalla China venivano ad arricchire le nostre contrade. Sul principio del secolo XVIII si apprese l’esistenza di detta pianta un poco più chiaramente».

Papavero = beltà effimera, calunnia, incostanza, noia, orgoglio. Fiore color rosso vivo, presso gli antichi era l’emblema del sonno.

Papavero bianco = sonno del cuore

Passiflora = credenza, fede. Conosciuto come fiore della passione per la conformazione dei fiori che ricordano i chiodi e la corona di spine della passione di Cristo.

Peonia = onta, vergogna. Fiori grandi rossi o rosa, in varie gradazioni sino al bianco, simili alla rosa.

Pervinca = amicizia, dolci rimembranze, prime impressioni. Nella varietà azzurra-violacea, per fanciulle. Fiore favorito da Rousseau.

Pesco (fiore) = vita lieta, contentezza

Primula = amicizia, fiducia, speranza. Fiori gialli, rosa o violacei solitari o riuniti in ombrelli, con foglie basali disposte a rosetta. Particolarmente adatto per fanciulle.