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Fiori: il linguaggio (t-z)

Dalla tuberosa (indifferenza) al fiore di zucca (goffaggine)

Il linguaggio dei fiori, utilizzato nell’Ottocento con sottigliezza, anche oggi può far pensare ad una maggiore attenzione nei confronti del festeggiato. Paolina Grati ne “Il linguaggio dei fiori”, edito sul finire dell’Ottocento, fornisce le spiegazioni leggendarie o storiche.

Tuberosa = voluttà, indifferenza, richiesta illecita. Fiori bianchi, rosei all’esterno, profumatissimi, riuniti in lunghi grappoli. «Il soavissimo profumo di questi fiori è dannoso all’igiene quanto altri mai, ed ha molta influenza sui nervi e sul cervello. Guardarsi bene dal dormire in una camera ove, per avventura, si trovino siffatti fiori, perché l’azione venefica del loro odore è così violenta, da procurare anche la morte: ma soprattutto questo fiore deve essere tenuto lontano dalle signore durante il puerperio».

Tulipano = onestà, messaggi d’amore, incostanza in amore. Di vari colori, nel Medio Oriente è l’emblema dell’amore perfetto. In Italia simboleggia l’onestà, ma per i Lombardi significa stupidaggine. «Sulla prima introduzione di questo fiore, possiamo accertare che i più bei tulipani furono posti in commercio verso il 1634 dagli orticoltori fiamminghi ed olandesi, che probabilmente ne avevano ricevuti i bulbi dal Portogallo. I turchi e i persiani fanno delle tulipe un oggetto di culto. Ogni anno, nei mesi di aprile, ossia all’epoca della loro fioritura, si fa nel serraglio, tutto adornato di questi fiori, una solennissima festa, detta appunto la festa dei tulipani. In Persia il tulipano è sempre stato l’emblema dell’amor perfetto».

Verbena = incantesimo, malia, purezza. Per fanciulle. Fiori lilla, numerosi, riuniti in ombrelle appiattite. Presso i Romani e i Galli era una pianta sacra, ed era utilizzata nelle cerimonie religiose.

Viburno (palla di neve) = muoio se mi trascuri. Pianta arbustiva dotata di piccoli fiori, bianchi o rosa, è diffusa in Estremo Oriente e in America. In Europa è coltivata come pianta ornamentale.

Viola bianca = candore.
Violacciocca = fedeltà nelle disgrazie. Fiori profumati di colore giallo, rosso porpora o violetto, cresce anche spontanea nei prati. Nel Medio Evo questo fiore era prediletto da trovatori e menestrelli.
Viola nana a mazzetti = leggiadria senza pari.
Viola del pensiero = tenero ricordo, sei sempre la padrona dei miei pensieri. Fiori leggermente profumati. «La principessa Du Chatéau per la prima, vedute durante un suo viaggio in Svizzera quelle graziose pianticelle, ne portò seco diverse, ed al suo ritorno in Norimberga, verso il 1579, ne donò alcune a Gioacchino Camerario, che esaminatele attentamente, le ritrovò degne di figurar nei giardini tra i fiori i più prediletti, e ve ne introdusse difatti in quel medesimo anno».

Viola garofonata = fedeltà, amore vivissimo, sdegno, eleganza.

Violetta o viola mammola = verginità, modestia, innocenza. Fiori isolati rigonfi a cinque petali, adatta a tutte le età. Dal fiore si estrae una essenza.

Zinnia = grandezza d’animo, semplicità. Fiori riuniti in capolini, di vari vivaci colori. Originaria delle regioni tropicali americane deve il nome al naturalista tedesco Zinn.

Zucca (fiore) = goffaggine. Fiori gialli a campana.