Varie espressioni del saluto

Il saluto più adatto nei vari momenti della giornata. Dal buongiorno all'addio, passando per il confidenziale ciao

Negli incontri fugaci è sufficiente un semplice Buongiorno, Buonasera o Buonanotte, a seconda del momento della giornata. Ma, prevedendo di fermarsi a conversare, al saluto si aggiunge anche signor o signora. Facendo seguire anche il cognome, se ricordato.

Il più frequente interrogativo sulla scelta dei vari buon… è per lo più determinata dalla latitudine e dall’uso locali. A Milano con il buongiorno si saluta dal mattino al tramonto; diversamente a Roma già dopo il pranzo del mezzogiorno si augura buona sera.

In linea generale, quindi:

- Buongiorno, formula di saluto e di augurio che si usa al mattino (certamente) e nel primo pomeriggio (a seconda delle zone)

- Buonasera, formula di saluto e di augurio che si usa al pomeriggio e alla sera.

- Buona notte, formula di saluto e di augurio che si scambia a tarda sera prima di andare a dormire.

Sono tutte formule di saluto e, primariamente, di augurio. E su questo secondo aspetto si dovrebbe insistere. O meglio; si dovrebbe recuperare. Infatti il saluto era primariamente augurale. Oggi è più che altro una formalità.

L’espressione “il buongiorno si vede dal mattino”, non sta ad indicare una previsione astronomica, ma che il carattere della persona si riconosce dalle prime manifestazioni. Tanto vale iniziare proprio da un convincente e convinto saluto che, ben espresso, diventa appunto augurio.

Una formula di saluto amichevole, confidenziale, divenuta di uso internazionale è il ciao. Espressione di saluto tra intimi e amici, anche in questo caso non va gridato da un marciapiede all’altro, ma bensì contenuto tra le persone che ne sono oggetto. Ha origini venete: s-ciao (o s-ciavo per altri testi) ad indicare: sono tuo schiavo.

Il ciao sottintende il tu, forma di allocuzione confidenziale, che si ricambia con persone dello stesso ambiente. L’anzianità, il peso professionale e sociale, dovrebbero porre un freno al dilagare del «tu». Se è vero che al «tu» e al «lei» ci si deve adeguare prontamente - ovvero rispondere con la stessa forma -, al tu che viene da persone anziane, da personaggi importanti, da professori, si risponde con il «lei».

Per Giovanni Della Casa, autore del “Galateo” a metà del Cinquecento, il tu era per poltroni e contadini: «Chi dice “Voi” ad un solo, pur che colui non sia d’infima condizione, di niente gli è cortese del suo: anzi se egli dicesse “Tu”, gli torrebbe di quello di lui e farebbegli oltraggio ed ingiuria, nominandolo con quella parola, con la quale è usanza di nominare i poltroni (gente del volgo) ed i contadini».

In anni a noi più prossimi, Anna Vertua Gentile, autrice di «Come devo comportarmi?», il testo più ‘gettonato’ agli inizi del 1900, si preoccupa che la familiarità di parole influisca negativamente sui riguardi: «Il “tu”, espressione quasi sempre di affetto e di amicizia, qualche volta vuol dire, alterigia e prepotenza. Ora io credo per fermo, che il linguaggio influisca sulle abitudini e che la troppa familiarità di parole, finisca per tradursi in mancanza di riguardi».

La scrittrice Matilde Serao, importante ‘penna’ negli anni Venti raccomanda poi alla signorina di utilizzare il tu solo «il tu a fratelli e nipoti. La signorina dà sempre del lei agli uomini, vecchi e giovani; alle signore di grandi rispetto, anche il lei. Del tu solo, come uomini, ai fratelli e nipoti. Infine, il riserbo unito all’amabilità e alla buona grazia, ecco quello che deve essere il contegno di una signorina, a sedici anni, in pubblico e in privato».

Tra le altre espressioni di saluto abbiamo anche Salve e Addio. Anche in questi due casi la genitura è augurale:

- Salve in lingua latina augurava «Stai bene». Ha tono amichevole e familiare ed è frequentemente utilizzato da chi non sa in quale modo salutare una certa persona.

- Addio originariamente aveva intendimento augurale: «(ti raccomando) a Dio». Poi si è trasformata in forma di saluto in commiati sia di tono confidenziale che elevato, per lo più a carattere definitivo.

Commenti dei lettori

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  • palombella

    23 Oct 2010 - 17:45 - #1
    0 punti
    Up Down

    questo sito e molto utile per gli italianisti.spero di pubblicare altre espressioni

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