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Ristorante: dall'ingresso all'uscita

Chi entra per primo al ristorante? Dove si siede la signora? A chi compete l’assaggio del vino? Come e chi salda il conto? Sono alcune delle domande più frequenti.

Chi entra per primo al ristorante? Dipende dalla… porta e dalla conoscenza del locale. Se la porta è chiusa, la persona che invita precede gli ospiti, fermandosi poi sulla soglia. In egual modo si comporta entrando in un locale esotico, non conosciuto, in una trattoria o in una osteria. Diversamente di fronte ad un ingresso aperto e con personale di servizio sulla soglia, la persona che invita lascia il passo all’invitato.

«L’uomo precede la donna entrando in un ristorante»: così recitavano le regole del galateo, condizionate dal timore di cattivi incontri all’interno del locale. Tanto che il cavaliere mandava in perlustrazione un proprio servitore, o ispezionava personalmente il locale, prima di far entrare la dama. A questo si aggiunge l’opinione che, per una donna, fosse disdicevole entrare in un locale senza accompagnatore.

É sempre la persona che invita, uomo o donna, che si rivolge al maître, segnalando la richiesta o la prenotazione del tavolo. Il cameriere precede la signora, o le signore, alla tavola predisposta; gli uomini seguono, aspettando in piedi fintantoché tutte le signore non si siano accomodate.

La donna siede nel posto migliore, generalmente quello che ‘domina’ la sala. Per ‘dominare’ e per essere ammirata, dai presenti e dal partner.

In compagnia, riconoscendo ad un tavolo dei conoscenti, passando si salutano solo con un cenno. Sostando, trattandosi di conoscenze comuni, gli uomini di quella tavola si alzano; le signore ne sono ovviamente dispensate.

La scelta del menù si fa con speditezza, pur chiedendo eventuali precisazioni su piatti e contorni al cameriere o al maître. Se chi invita è un abituale frequentatore del locale, a lui si possono chiedere consigli sull’eventuale scelta di specialità.

La lista viene proposta dal cameriere, con precedenza alle signore, ma sarà l’anfitrione a precisare al cameriere le scelte degli invitati. Questo vale per una tavola limitata a poche persone. Diversamente, le richieste saranno raccolte dal cameriere, direttamente dai commensali. In merito alla lista un ristorante di classe si dovrebbe preoccupare di redarne una senza prezzi, per la signora o addirittura per tutti gli ospiti.

La presenza del cameriere si richiama con un cenno discreto. Non a voce, né battendo rumorosamente una posata sul bicchiere.

L’assaggio del vino compete all’anfitrione, o alla persona da questi delegata in quanto ritenuto con maggiore competenza.

Una portata su piatto comune a tutti i commensali, viene offerta dall’anfitrione alle signore, poi alla propria moglie, indi agli uomini.

Anche al ristorante si attende che tutti i commensali siano stati serviti, prima di dare “assalto” al cibo.

Nell’eventualità di un cattivo servizio, in cibo o vino difettosi, è l’anfitrione ad evidenziarlo con discrezione al cameriere o al maître.

E giunge anche il momento del conto che si salda in separata sede, assentandosi dal tavolo con una scusa. Nel caso in cui venga pagato al tavolo, con carta di credito o in contanti, non si controlla meticolosamente il conteggio delle portate o il resto. Nel caso in cui il totale va suddiviso tra un gruppo di amici, uno di questi si assume la direzione delle ‘operazioni’. Se è la donna ad offrire, salda sempre il conto alla cassa.

Le telefonate sono da evitare quando si è in compagnia. Se la telefonata è attesa o inevitabile, entrando si comunica il proprio nome al fattorino, evitando così di sentirsi chiamare ad alta voce per tutto il locale.

Terminato il pranzo la signora si alza, avviandosi all’uscita. É sempre chi ha invitato ad uscire per ultimo dal locale, eventualmente fermandosi sulla soglia per salutare i suoi commensali. All’uscita del ristorante l’uomo cede il passo alla donna. Inversamente dall’ingresso, quando l’uomo ha preceduto la signora.

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