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Conversazione

Atteggiamenti positivi e negativi in una conversazione. L’arte di isolarsi fingendo la massima attenzione. L’abuso di frasi fatte: poeti la prima volta, cretini la seconda.

«Lo spirito della conversazione - ha lasciato scritto il moralista francese Jean La Bruyére - consiste meno nel dimostrarsi spiritosi che nell’aiutare gli altri a dimostrarsi tali. Chi vi lascia contento di sé e del suo spirito lo è anche di voi.»

Un altro scrittore non meno importante, come il Nobel Sully Prudhomme, suggerisce: «Bisogna acquistare l’arte di isolarsi da persona civile; quest’arte consiste nell’impiegare soltanto il viso per ascoltare. Si assume un’aria di complicità misteriosa, di dubbio discreto, un atteggiamento di continuo assenso o di dubbio irrisolvibile che dispensa sempre dal rispondere. La parola è così cara a quelli che stanno parlando che consola anche del non essere ascoltati».

Conversare, ovvero: intrattenersi in piacevole colloquio. Per rendere tale la conversazione ci sono dei sì e dei no da considerare.

Atteggiamenti positivi:

- impassibilità anche se “aggrediti” da guasconate;

- ascoltare: saper parlare comporta saper tacere. Il silenzio è dei saggi. «La conversazione è nemica del buon vino e della buona cucina», così avvertiva i suoi commensali il regista del brivido Alfred Hitchcock.

- senso dell’umorismo, anche se bersaglio di una battuta che voleva essere di spirito. Ad una gaffe si “passa sopra” simulando indifferenza. Questo vale tanto per l’autore, quanto per l’oggetto. Un proverbio veneto ricorda a questo proposito che «Peggio è la toppa del buco».

- pacatezza: negli atteggiamenti e nel tono di voce, mai prevaricanti.

Atteggiamenti negativi:

- interrompere chi sta parlando

- monopolizzare l’attenzione: la conversazione deve scivolare, insinuarsi tra tutti i presenti

- criticare persone assenti

- mettere l’«io» sul piedistallo

- usare, inopportunamente, parole straniere o rientranti nel gergo tecnico, tali da non essere accessibili all’interlocutore

- abusare nell’utilizzazione di frasi fatte. «Il primo che guardando una donna esclamò: “Bella come una rosa” fu un poeta; il secondo, un cretino», conferma a questo proposito Pitigrilli.

- gesticolare: irrita una gesticolazione invadente
A tavola non si deve parlare di politica raccomandava Donna Clara in “Dalla cucina al salotto”: «È dovere dal padrone di casa di non lasciar languire la conversazione. Quando questa tende a diventare stentata, esso deve aguzzare la sua intelligenza a trovare sempre nuovi motivi di conversazione. Evitare però i motivi politici, perché spesso questi sono pericolosi alla buona digestione degli invitati».
Era il 1905. Undici anni più tardi l’interesse si sposta sulle ragazze con un sondaggio in merito ad argomenti da considerare tabù nell’idea e nella discussione tra signorine di buona famiglia. Argomenti qualificati come “indelicati”, “indecenti”, “assolutamente inadatti a essere conosciuti da una dama”:
cose “disgustose”, come le funzioni corporali, normali o patologiche, e tutti gli accenni a cose poco pulite; parecchie forme della vita animale, che secondo l’opinione comune una fanciulla deve temere o che sono considerate sporche; le differenze del sesso; le differenze d’età; tutti gli argomenti relativi ad un doppio standard di moralità; tutti gli argomenti relativi al matrimonio, alla gravidanza, al parto; allusioni a qualsiasi parte del corpo, eccettuate la testa e le mani; la politica; la religione.

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