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Pietanza

Deriva dal provenzale e all’origine indicava il vitto dato ai poveri

La pietanza va proposta due volte. Ogni commensale si serve poco al primo giro, proprio per accettare anche il secondo passaggio, evitando in tal modo che a tavola ci sia una sola persona a richiederlo. Se questo dovesse accadere, i padroni di casa si preoccuperanno di tenere compagnia all’ospite prendendo a loro volta un’altra porzione.

«Melius est deficere quam abundare», quindi è opportuno dosare la propria dose di cibo, senza lasciare grossi pezzi di cibo sul piatto, in quanto potrebbe essere inteso come indice di non gradimento.
«Non essere il primo ad avventarti sul vassoio appena portato. Lascia che siano i contadini a intingere le dita nel sugo. Non frugare per tutto il vassoio, ma prendi il primo pezzo che ti sta davanti. E come è segno di scarsa discrezione frugare con la mano per tutto il vassoio, così non è più dignitoso farlo girare affinché ti tocchi il pezzo migliore. Così raccomandava Erasmo da Rotterdam, nel Cinquecento, in «De civilitate morum puerilium»)