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Campagna

Scatolette e buon gusto anche in campagna. Anche un’ala di pollo può essere tenuta tra le dita con grazia.

«La campagna, quel posto umido dove uccelli d’ogni genere svolazzano qua e là crudi» esige semplicità e ospitalità. I padroni di casa, al pari di eventuali ospiti, possono abbigliarsi in libertà, senza l’obbligo di giacche o altro. Il rischio, in alcuni casi, è di rasentare il ridicolo.

I ricevimenti in campagna sono certamente meno cerimoniosi e le tavolate più rustiche. Già si precisava nel 1897 nel libro “le buone maniere”: «Nei pranzi in campagna molte cose si semplificano; non sempre si trova tutto il necessario per comporre un pranzo o una colazione secondo le norme stabilite; ma se la padrona di casa è una donnina fine, intelligente, può colle più modeste risorse dare alla sua tavola un aspetto di ricchezza, di benessere, di buon gusto, che tengono luogo di tutte le delizie. L’industria moderna ha trovato modo di conservare nelle scatole tutte le verdure e le carni più fini; io non le ammiro e preferisco sempre il pollo arrosto, una frittata di uova fresche, al salmone, a tutte le golosità conservate, ma con la scienza culinaria si può ottenere un grande aiuto dalle piccole scatole di conserva. Ho detto che nei pranzi in campagna è lecita una maggiore libertà, però anche una colazione fatta sull’erba, all’ombra fresca di un boschetto, è obbligo di una donna fine, di un uomo ben educato, il condursi come in casa propria. Qualche volta si fa a meno di posate, ma anche un’ala di pollo può essere presa e tenuta fra le dita con grazia, quando chi la mangia possiede questo preziosissimo fra i doni».

Al termine della villeggiatura è d’obbligo una visita di congedo ai vicini. Eventuali impedimenti si possono superare con un biglietto da visita con i saluti e la sigla P.p.c. (pour prendre congé).

Si usa cortesia posizionando dei cartelli di indicazione (ove ammesso dalla legge), onde agevolare eventuali ospiti nel raggiungere l’abitazione di campagna.