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Anelli

Anello all’anulare, filo diretto al cuore. Mai anelli sopra il guanto

La fede e l’anello di fidanzamento si portano all’anulare della mano sinistra. La motivazione ci viene da Aulo Gellio: «Quando si apre il corpo umano come fanno gli Egiziani, e si operano le dissezioni, si trova un nervo molto sottile che parte dall’anulare e arriva al cuore. Si ritiene opportuno dare l’onore di portare l’anello a questo dito piuttosto che ad altri, per la stretta connessione e il sicuro legame che l’unisce all’organo più importante del corpo umano».

L’anello con il monogramma o il sigillo, invece, può essere infilato in uno qualsiasi degli anulari. Mai anelli sopra un guanto.

Friedrich Schiller ci avverte: «L’anello fa i matrimoni. E sono gli anelli che fanno una catena».

Emilia Nevers nel suo «Galateo della borghesia», del 1888, ricorda che «Per gli uomini non si ammettono che tre anelli: l’anello matrimoniale, l’anello col sigillo, qualche anello portato per memoria. Le signore ne porteranno da quattro a cinque».