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Capelli nella storia

Scompare la polvere di Cipro (cipria) dai capelli. Ridicoli i riporti e le parrucche. La ricetta per lo shampoo

1840 Capricci della moda senza polvere di Cipro

Le variazioni della moda non sono sempre irragionevoli e ridicole. Noi ci siamo tagliati i ricci e la coda; quindi minor tempo ci ruba la toletta. La polvere di Cipro è scomparsa dai nostri capelli; quindi men lordi serbiamo gli abiti. Un parrucchino modesto biondeggia sopra canuti crini; quindi meno interrotto il commercio tra la gioventù e la vecchiezza. Le donne hanno deposto la torre che sorgeva e pesava (”mezzo braccio sul capo in guisa strana, in forma di piramide egiziana”); quindi non perdono più due ore in architettarla. (Melchiorre Gioia, «Nuovo galateo»)

1897 Ridicoli e falsi: riporti e parrucche

Manca a tutte le leggi del buon gusto una donna che di bruna si fa bionda o viceversa: o che non ha il coraggio di affrontare l’oltraggio recato dagli anni alla sua capigliatura: e lo stesso è per gli uomini. È difficile dire quale sia la miglior acconciatura per un uomo. Quella detta “alla Umberto”, ossia i capelli tagliati a spazzola, che lasciano scoperta la fronte, che ogni persona seria tiene a mostrare, e dove si rivela la superiorità dell’ingegno, cioè la migliore e più simpatica qualità del sesso forte, gode le mie simpatie. Pur troppo però non tutti, anzi pochi fra gli uomini moderni, hanno una folta capigliatura; torna quindi a molti gradita e utile la scriminatura da un lato messa in voga dall’imperatore Guglielmo. Così mostrano di avere cervelli piccini quegli uomini che, calvi sul cranio, lasciano crescere i radi capelli della nuca e se ne servono per nascondere l’opera, sia pure precoce, dell’età e del tempo. Credono di ringiovanire, e fanno ridere, né questo sorriso può biasimarsi; chi rinuncia alla propria dignità è fuori della legge, né ha più diritto al rispetto altrui. Né io sono più mite con le donne: tingersi, incipriarsi, imparruccarsi, sono prove di frivolezza, e una donna veramente educata non lascia scorgere questo difetto, così comune al nostro sesso. I capelli falsi sono una cosa brutta ed inutile; si riconoscono a prima vista, e non hanno mai abbellito nessuno. (Mantea, «Le buone maniere»)

1897 La ricetta per lo shampoo

Per la nettezza della testa, ci sono tante ricette quasi quante persone; adesso la più in voga è il così detto shampooing, il cui uso ci è venuto dall’Inghilterra. Si prepara anche in casa facilmente: in un litro d’acqua si fondono trenta grammi di bicarbonato di soda, quindici di sapone di Marsiglia, poi si versano alcune goccie di essenza, e trenta grammi di spirito di vino finissimo; lavati ben bene i capelli e la testa con questo miscuglio, si risciacquano nell’acqua tiepida, e poi si asciugano con biancheria calda. Le bionde fanno meglio evitando le lavature d’acqua, che alterano sempre un poco la tinta loro delicata, e supplendovi col lavarsi con farina di meliga, e con lo spazzolare quindi ben bene. (Mantea, «Le buone maniere»)