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Cappello

Togliersi il cappello è segno di rispetto, di sottomissione. Cappellini da evitare

Levarsi il cappello, Fare tanto di cappello, ovvero: rendere omaggio, considerare con rispetto. L’origine della consuetudine di togliere il cappello in segno di omaggio risale all’antichità, quando ancora non esistevano i cappelli, e il vinto consegnava i suoi vestiti al vincitore. Di questo gesto di sottomissione è rimasto soltanto il gesto abbreviato, il puro atto simbolico. Scoprirsi il capo è dunque segno di devozione e di rispetto profondi.

L’uomo, incontrando per strada una persona di riguardo o una signora, accennando un saluto inclina il busto e solleva leggermente il cappello. A questo saluto formale le signore rispondono con un semplice sorriso.

Fermandosi a parlare, l’uomo si toglie il cappello, rimanendo a capo scoperto fino a quando l’altra persona non lo solleciti a coprirsi. Se fa freddo o piove, e l’interlocutore dimentica “l’autorizzazione”, non è il caso di buscarsi un raffreddore: la scortesia non merita tanto riguardo.

Entrando nel palco o nella platea di un teatro, l’uomo che porta il cappello scopre il capo. Le signore devono evitare quei cappellini che comprometterebbero la visuale degli spettatori.

La donna toglie il cappello solo se ingombrante al punto d’essere motivo di disturbo visivo. Lo toglie anche ad una cena in casa di amici.

Entrando in un luogo chiuso, l’uomo si toglie il cappello. Ugualmente, assistendo ad una cerimonia all’aperto.

Si racconta di Edoardo VII d’Inghilterra, recatosi a visitare la famosa attrice Sarah Bernhard si presentò senza curarsi di togliersi il cappello. Fu ripreso dalla Bernhard, la quale guardandolo fisso disse: «Altezza, si usa tenere la corona in testa, ma non il cappello!»