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Abito sposo

La tradizione ha un ruolo predominante. Tight per qualunque ora del giorno, marsina per la cerimonia del pomeriggio.

Quale abito per lui? La tradizione ha qui un ruolo predominante, anche se ultimamente la moda si concede delle “distrazioni”.

Per cerimonie di particolare solennità è d’obbligo il tight o la marsina.

Il tight si adatta a cerimonie celebrate in qualunque orario del giorno, non della sera. Si compone di: giacca grigio antracite con falde lunghe e strette, pantaloni grigi a righe, gilet grigio perla (anche bianco nei matrimoni estivi), camicia con sparato inamidato; gemelli di madreperla, plastron (larga cravatta annodata piatta e fermata da una spilla), scarpe nere opache, calze nere, guanti scamosciati grigi, cilindro nero o grigio, fazzoletto bianco

Con il tight lo sposo porta all’occhiello una gardenia o un garofano bianco, simboleggiando in questo modo la fedeltà.

La marsina vale esclusivamente per la cerimonia del pomeriggio. Caratterizzato dalle code a rondine, sinonimo di frack, la marsina deriva da un modello settecentesco. La marsina prevede: giacca blu scuro o nera, con coda, pantaloni con banda di raso, gilet bianco in piquet, camicia con sparato inamidato, cravatta a nodo, in piquet bianco, gemelli di madreperla bianca, scarpe nere lisce, calze nere, cilindro, guanti di capretto bianco

Se lo sposo ha scelto il tight o la marsina, i testimoni e i familiari più stretti si adeguano.

In situazioni meno formali e semplici, è molto più elegante un abito con un buon taglio: completo blu, oppure grigio scuro, camicia bianca, cravatta grigio argento, calze nella tinta dell’abito, scarpe nere lisce

Lo smoking, è propriamente un abito da sera, per cui non “giusto” per la cerimonia matrimoniale.

Catenine, spille, braccialetti e fermacravatte sono da evitarsi. Così gli anelli, accettabili solo se nobiliari.