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Abito nella storia

Una tradizione piuttosto recente, quella dell’abito bianco. Il rosso è ancora oggi il colore delle spose dell’India

La tradizione dell’abito bianco risale all’Ottocento, anche se già nell’antica Grecia le spose vestivano tuniche bianche. La sposa dell’antica Grecia, dalla semplicità “spartana”, cercava la distinzione nella corona di mirto che si metteva nei capelli; l’abito poco si discostava dalla tradizionale tunica.

Le spose Romane erano avvolte da veli gialli e arancioni. Nella Roma imperiale la sposa indossava un mantello giallo zafferano e ai piedi aveva dei calzari diversi da quelli abituali.

Quelle cinesi vestivano in rosso. E il rosso, ancora oggi è il colore delle spose dell’India.

Presso i longobardi la tunica era nera, mentre le ricche fanciulle bizantine indossavano sontuose
vesti di seta rossa con ricami in oro e pietre preziose.

Nel Medio Evo e nel Rinascimento gli abiti nuziali erano molto colorati. I sarti veneziani crearono per questo giorno una stoffa con filati multicolori, con predominanza del rosso, arricchendo l’abito con frappe di pizzo e galloni d’oro. Ricchi ornamenti e ricami caratterizzano l’abito da sposa del Medio Evo.

Il Settecento porta alla sposa un abito con motivi floreali, tali da trasmettere freschezza.

Con il periodo Napoleonico si propongono e prevalgono le tinte pastello.

All’inizio del Novecento i ricami e i pizzi d’argento erano elemento irrinunciabile dell’abito nuziale delle fanciulle di sangue nobile.

Il bianco, simbolo di purezza, si propone nella seconda metà dell’Ottocento, “accettato” in quasi tutta Europa. E ancora oggi il bianco prevale su altre fantasiose soluzioni di colore e di stile.

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