Questo sito contribuisce alla audience di

Condoglianze nella storia

Non devono essere le “persone dolenti” ad occuparsi della risposta alle condoglianze

1877 Le dolenti non devono rispondere

Se s’ha avuta una disgrazia in famiglia, si risponde a tutte le carte da visita ricevute con le carte dei capi di casa, o quelle della vedova su cui si scrive PR (Per Ringraziamenti). Non debbono mai essere le persone dolenti che si incaricano personalmente di quella bisogna. Sarebbe dimostrare che la loro afflizione li preoccuperebbe ben poco, se lascia loro testa da pensare a tanta gente. (Marchesa Colombi, «La gente per bene»)

1897 Dopo qualche settimana

Per le visite di condoglianze bisogna lasciar passare qualche settimana dopo il triste avvenimento che le impone, a meno di una grande intimità; l’abito deve essere adattato alla circostanza, non colori chiassosi, non eccentricità; se non occorre un abito di lutto, ci vuole però un costume serio; dal momento che fate la visita, provate di associarvi al dolore recente del vostro ospite. Non è indispensabile e neppure gentile intavolare il discorso sulla persona perduta, ma è indizio di bontà cortese l’ascoltare i particolari, anche dolorosi, della disgrazia. (Mantea, «Le buone maniere»)