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Caffé

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Il caffè, ancora nella caffettiera, viene portato in salotto dal domestico (quando c’è) o dalla padrona di casa.

La padrona di casa lo versa nelle tazzine, quindi, dopo aver chiesto all’ospite quanto, e se, lo desideri addolcito, aggiunge lo zucchero e porge la tazzina.

Una leggenda sostiene che fu usato per la prima volta nel IX secolo da un devoto di Allah per aiutarlo a pregare anche di notte. Introdotto in Occidente sul finire del XVI secolo, il caffè fa risalire il nome all’arabo quhwa, con il significato di “bevanda eccitante”.

Una origine prosaica per una bevanda che ha ispirato poeti e politici come Talleyrand: «Il caffè dev’essere caldo come l’inferno, nero come il desiderio, puro come un angelo, dolce come l’amore». Così ne scrisse il commediografo Carlo Goldoni: «Ecco il caffè, signore, caffè in Arabia nato, e dalle carovane in Ispan portato, l’arabo certamente sempre è il caffè migliore».

Di preparazione musulmana, il caffé incontra l’avversione della cultura cattolica. Al punto che il clero chiese formalmente al papa Clemente VIII di proibirne la consumazione.
Leggenda o realtà, pare che il papa, sentendo che il caffé era un’invenzione del diavolo, ne chiese un assaggio. «É così squisito che sarebbe un peccato lasciarlo bere esclusivamente agli infedeli», fu la sua considerazione. Quindi battezzò il caffé, facendone una bevanda in grazia di Dio.

Lo zucchero si mescola muovendo il cucchiaino dall’alto in basso, e viceversa. Non ruotando il cucchiaino.

Si beve tenendo la tazza con il pollice e l’indice, mentre l’altra mano sorregge il piattino.

Si offre due volte, anche al ristorante. Liberi di accettare o meno la seconda tazzina di caffè.

Dopo il caffé si potrebbe offrire un alcolico o un liquore, chiamato anche ammazzacaffé.

Gli errori più frequenti “attorno” alla tazzina di caffè:

- zucchero nella tazzina prima di versare la bevanda;

- rotazione del cucchiaino (verso destra o verso sinistra) nel caffè, quasi fosse polenta;

- cucchiaino inoperoso all’interno della tazzina;

- mignolo alzato mentre si sorseggia;

- cucchiaino alla bocca, anche solo per saggiarne la dolcificazione.

Nel caffellatte (più corretto di caffelatte) il latte è più abbondante rispetto al caffè. Inversamente nel cappuccino dove il latte è appena accennato e con schiuma.

Il cappuccino deriverebbe il nome dal colore che ricorda quello del saio dei frati cappuccini.

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