
L’argomento dell’articolo che trovate nel sito Punto di stella induce a non poche riflessioni e leggerne i contenuti (di seguito solo la parte introduttiva) non può che aiutarne l’approfondimento. Il futuro del Gargano lo richiede:
“Il Gargano ce la farà? Chi vivrà vedrà, ma la direzione da seguire mi sembra chiara. Primo: evitare gli errori del passato. Il Gargano è stato devastato dalla speculazione edilizia. Il cemento non è la soluzione, né il mezzo. Occorre esplorare altre strade. Partire, forse, dalla vitalità del cosiddetto privato sociale. Potrebbe essere un inizio, ma non basta. Per usare una metafora da new economy, occorre investire sul software, cioè sui programmi, e non solo sull’hardware, ovvero sulla macchina, sulle strutture o infrastrutture. E’ vero, le strade, gli alberghi, le case. Ma se tutta la politica si concentra solo su quello ci ritroviamo solo case, strade, alberghi. E ci perdiamo l’ambiente, l’identità, la cultura, la coesione sociale, gli abitanti e i turisti…”
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Luigi Perillo








