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I Vini dei VIP

Curiosità in vista sulle preferenze enologiche dei personaggi in vista - tratto da un articolo del settimanale Panorama

Il
vino è diventato oramai uno status symbol da
esibire ai propri ospiti, così la prima cosa che
un VIP ti mostra non è più la Ferrari o la
piscina, ma la propria cantina personalizzata,
che può essere anche a vista in salotto ( in
speciali cubi di vetro termocondizionati),
riprendendo un abitudine e una passione tipica
delle grandi famiglie nobili

Così
da vari anni i VIP girano produttori e si
affidano a grandi winemaker per rimpinguare con
pezzi pregiati e vini di alta qualità le proprie cantine

Quali sono i gusti e le scelte dei clienti
illustri? vediamo una panoramica sui gusti di
personaggi famosi

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align="left" hspace="0" width="135" height="121">
Giovanni Agnelli ha
gusti tipicamente classici
, sceglie il
vino come un opera d’arte, compra per il proprio
gusto, mai per investimento.

Ha diverse cantine nelle residenze di New
York
, Roma, Parigi,
Torino, ma la sua cantina vera
(del 1500) è nella sua
residenza di Villar Perosa.
I suoi pezzi fortisono : trecento
bottiglie di Château Latour del ‘45,
la più grande annata del XX secolo,
introvabile anche alle aste.

E naturalmente lo Château
Margaux
, uno fra i dieci vini più pregiati
al mondo, le cui vigne da diversi anni sono di
proprietà dell’Avvocato, e lo Château
Greysac
.

Tra gli italiani
predilige il Barolo, il Barbaresco, il
Brunello di Montalcino, anche se apprezza anche
le novità come i vini siciliani come il Milleunanotte di Donna Fugata,
un rosso importante, e il Nero
d’Avola
di Alessio Planeta,
un vitigno nobile quanto quello del Barolo
impiantato in Sicilia.

Una stravaganza di
Agnelli? Non beve mai lo champagne da
solo
, ma lo mescola con piccole dosi di Grignolino».

Mister Fiat non ama molto il
bianco, gusta solo il Pavillon
Blanc

di Château Margaux, un vino
secco estremamente profumato ed elegante che
migliora con gli anni.

Carlo De Benedetti
quando acquista un vino vuole conoscere il
produttore, la zona, l’azienda e spesso si reca
sul luogo a controllare di persona. La sua src="http://www.antinori.it/ita/produc/imgprodu/tignanello_etich_p.jpg"
align="left" hspace="0" width="82" height="103">cantina nella villa di Torino,
a temperatura controllata e con scaffali in
legno, è colma di rossi di Borgogna:
il preferito è il Domaine Leroy; fra gli italiani il Tignanello e il Solaia ‘90 dei marchesi Antinori.

Anche il figlio Marco De Benedetti è
un appassionato di vini, però non quelli
classici, ma i californiani, dove prevale la
componente fruttata rispetto a quella vinosa,
eterea e all’acidità presente, invece, nei vini
classici. Ama i grandi rossi italiani nuovi come
il Palazzi ‘98, un vino toscano con
uvaggio bordolese, strutturato, concentrato; il Solengo
‘97

della tenuta di Argiano a Montalcino,
un vino che rappresenta il connubio tra la
vecchia tradizione toscana di fare il vino e
quella più versatile dei californiani; e alcuni
bianchi barricati del Friuli come il Vintage
Tunina

di Jermann e l’Abbazia
di Rosazòzo
di Walter Filiputti».

Il re della pasta Guido Barilla ha
un debole per i vini piemontesi come il Camp
Gros ‘95
e il Martinenga
Barbaresco
delle annate ‘85, ‘90, ‘96
e ‘97
delle tenute Cisa Asinari
dei marchesi di Gresy , mentre Massimo
Moratti,
presidente dell’Inter, è un
amante del Borgo
di Peuma
, un friulano rosso prodotto da Rino
Russolo
con uve di Cabernet
Franc
, Cabernet Sauvignon
e Merlot.

E passiamo alla finanza. Vincenzo
Maranghi, a
mministratore delegato di
Mediobanca,
ha nella cantina della sua
casa di Milano l’Ornellaia prodotto dal marchese Lodovico
Antinori
, il Noir della tenuta Mazzolino
di proprietà della famiglia Braggiotti,
un Pinot nero dal profumo molto
intenso e complesso, il Sassoalloro, un ottimo rosso prodotto
da Biondi Santi, molto
apprezzato anche da Hillary Clinton.

Francesco Micheli, presidente
della e.Biscom, predilige i vini
rossi di Bordeaux come lo Château
Cheval Blanc
e lo Château L’Angelus. Per i dessert vuole il
moscato dolce Ala del duca di
Salaparuta
, perfetto da abbinare ai
dolci di cioccolato. Mentre Jody Vender, amministratore
delegato della Sopaf, beve solo
i Cabernet Sauvignon dell’azienda Vallania
dell’ Emilia Romagna.

Nella cantina della casa milanese di Sergio
Loro Piana
spiccano il Teroldego
Rotaliano riserva ‘97
della
cantina Foradori, un rosso molto
corposo di 14 gradi, il Sagrantino
di Montefalco
del ‘96 della
cantina Colpetrone, il Dolcetto
d’Alba ‘99
della cantina Sandrone,
il Nambrot ‘98 della tenuta di Ghizzano.
Come vino da dessert, Sergio Loro Piana gusta l’Abraxas, passito di
Pantelleria
del ‘99,
che assume un sapore particolare per chi, come
lui, lo assapora fumando il sigaro.

Ha una splendida
cantina, nella sua villa di Napoli,
Maurizio Barracco,. grande amico
di Giulio Ruspoli, proprietario
di una bellissima tenuta in Chianti
classico
, Barracco gusta naturalmente il
suo Liliano riserva ‘98, ma apprezza anche il Pinot
nero ‘98
della cantina Franz Haas;
fra i bianchi, il Pinot bianco della cantina Lis
Neris Pecorari
in Friuli,
il Poiesis ‘99 della cantina di Walter
Filiputti
, frutto di un uvaggio più
artistico che tecnico. Fra i vini da dessert
predilige il Picolit ‘97 della azienda Rocca
Bernarda
e il Moscato
rosa

dei conti Kuenburg.

Una delle più belle cantine italiane si trova in
terra francese. Valentino, infatti,
ne ha una di soli vini italiani nel Castello
di Wideville,
nei pressi di
Versailles
, che ha comperato cinque anni
fa. Uno dei vini preferiti dal creatore di moda
è il Brunello di Montalcino del
‘75

di Biondi Santi o dell’88
e del ‘90 della tenuta
di Argiano
. Fra i rossi anche Aglianico
del Vulture
90 delle cantine
D’Angelo
, l’Etna rosso del barone
Scammacca del Murgo
, un vino molto
delicato e profumato, fra i bianchi: il Gavi
di Gavi
della
cantina La Scolca etichetta nera,
il
Pomino Bianco dei
marchesi Frescobaldi
. Valentino
ama molto i vini da dessert: dal moscato
di Pantelleria
alla malvasia delle
Lipari
,
dal moscato rosa dei conti Kuenburg
al Muffato della Sala prodotto in Umbria dai
marchesi Antinori.

Gimmo Etro, un altro grande
della moda, adora i vini della Maremma
toscana
fra cui il Lupicaia prodotto dal marchese
Pucci Rossi di Medeland
nella tenuta del
Terriccio, il Sassicaia della tenuta San
Guido a Bolgheri
, il Guado
del Tasso
della tenuta Belvedere.
Per i bianchi, la sua preferenza va al Vermentino
di Sella e Mosca
.

Anche Leonardo Ferragamo è un
amante dei vini della Toscana, ma
da quando è stato in Nuova Zelanda per
l’America’s Cup ha iniziato ad
apprezzarne i vini bianchi, come il Cloudy
Bay
.

Nel caveau milanese di Mariuccia Mandelli,
in arte Krizia, e Aldo
Pinto
spiccano fra i rossi lo Château
Petrus di Pommerol
, il Brunello
di Montalcino
di Biondi
Santi
, il Sassicaia dei marchesi Incisa
della Rocchetta
e il Nebbiolo
Martinenga
della tenuta Cisa Asinari
dei marchesi di Gresy. E ancora:
il Dolcetto Monte Aribaldo sempre dei marchesi
di Gresy
e, naturalmente, la sua
creazione Krizia Cabernet Franc, Colli orientali
del Friuli
. Fra i bianchi, il Baron
De L

di La Doucette e lo
Jermann Sauvignon. Fra gli champagne
preferiti della stilista ci sono il Krug
rosé

e il Dom Perignon, ma anche il suo Krizia
Brut-spumante
, ottenuto con il metodo
champenoise.

Gianfranco Ferré non
tradisce mai i rossi dei
marchesi Frescobaldi
, a cominciare dal Brunello
di Montalcino Riserva ‘93
per il quale lo stilista
ha creato un abito su misura: bottiglia e
packaging per un’edizione limitata all’ultimo
Capodanno. Fra i bianchi, si sofferma con piacere
sull’Arneis del ‘99 di
Bruno Giacosa
e lo champagne
come il Cristal di
Louis Roederer
, ma la sua predilezione
va ai vini dolci, ai moscati in
particolare. Il suo preferito è quello d’Asti
prodotto da Dogliotti.