
CHEZ MAXIM’S -
src="http://www.maxims-de-paris.com/parisgif/terrassevign.gif"
align="left" hspace="0"
width="121" height="147">Parigi - Rue
Royal n° 3
entriamo in un mito della
ristorazione internazionale: Il
Ristorante Chez Maxim’s,
che nel tempo è diventato un
marchio che firma di tutto, dai sigari
selezionati, ai battelli
che percorrono la Senna,
a gourmets
sfiziosi, ad un profumo,
al Residence omonimo
[in Avenue Gabriel, 42 -
75008 Paris; tel. 33 (0) 1 45 61
96 33], un ristorante a Pechino,
uno a Shanghai,
uno a Citta’ del Messico,
per non dimenticare quelli di Ginevra
e New York .
Per piu’ di un
secolo Chez Maxim’s e’
stato il simbolo di una certa ‘art
de vivre‘ tipicamente
parigina, espressione ad un tempo
di distinzione, frivolezza e
improvvisazione. Il 20
maggio 1893, il giorno
del Prix de Diane,
la gioventù bene di Parigi lo
elesse tappa obbligatoria, poi
divenne un luogo di mondanità in
cui le celebrità non mancavano
mai per apparire: a cominciare
dalla Belle Epoque
con le Cortigiane
(che danno il nome alle patate:
patate “Cocotte“,
patate “Anne“,…),
ai reali d’Europa,
ai letterati, a Josephine
Baker e Jean Cocteau,
agli amori di Sacha Guitry,
fino a tutti i divi del
dopoguerra, Aristotele Onassis
e il suo rivale Niarchos, Catherine
Deneuve, Belmondo, Delon…
la lista e’ infinita.
Aggiudicarsi un tavolo nella sala
principale, quella con il
pianista e la cantante, e’
un’impresa ardua, soprattutto se
si e’ sprovvisti di un cognome
altisonante, ma per un ‘giorno da
leoni’ … tra le pareti
tappezzate di damasco rosso, a
lume di candela, beh, si chiude
un occhio sul conto.
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align="left" border="0"
hspace="0" width="79"
height="107">Da non perdere
il classico
filet de sole, l’aragosta,
il fagiano, le uova
di quaglia al caviale,
il salmone e la trota
affumicata e la squisita
torta di cioccolato,
e l’immancabile bottiglia di DOM
PERIGNON

Stefano Sarti









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