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Il medio oriente ed i conflitti per le acque

I confini attuali di Israele, della Siria, del Libano, della Giordania sono il risultato di una partizione realizzata a tavolino. Se guardiamo una carta regionale emergono immediate le contraddizioni geografiche della suddivisione politico-amministrativa. Il disegno dei confini denuncia l'uso sistematico di squadre e righelli, la frammentazione che ha interessato i bacini idrografici una sottostima dei problemi conseguenti al non rispetto della morfologia territoriale.

Ai giorni nostri infatti il bacino idrografico viene assunto come unità territoriale di base, in quanto identifica lo spazio all’interno del quale le acque pluviali e di scorrimento superficiale e sotterraneo confluiscono verso un unico corso d’acqua. E chiaro che spezzettando questa unità le comunità di fondovalle non avranno il controllo delle sorgenti, come non potranno controllare le captazioni di acqua che possono essere effettuate in un tratto del corso d’acqua o dei suoi affluenti al di fuori della loro giurisdizione territoriale.

Il medio oriente è sottoposto ad un clima tropicale, caratterizzato da deficit idrico estivo più o meno accentuato in relazione alla presenza di rilievi e alla vicinanza alle coste. Si passa quindi da ambiti territoriali dove si può praticare l’agricoltura mediterranea più tipica, vite e ulivo, alle plaghe desertiche. In entrambi i casi l’acqua assume un valore strategico, economico, vitale.

Ne consegue che i conflitti del medio-oriente possono essere letti sulla base della frammentazione dei bacini idrografici, l’obiettivo strategico è il controllo delle acque.

Tre sono i bacini idrografici principali e innumerevoli le occasioni di conflitto.

1) Bacino dell’Eufrate: il fiume ha le sorgenti in Turchia, interessate dal progetto GAP per la realizzazione di una decina di gigantesche dighe ( i principali laghi artificiali già realizzati sono Keban, Karakaya, Ataturk, Birecik, Karkamis) ed altrettante centrali idroelettriche;
scorre quindi in Siria , paese che perde il 40% della portata del fiume in conseguenza delle grandi opere turche, e qui alimenta il bacino artificiale Assad;
infine penetra in Iraq, dove il minor apporto idrico dell’Eufrate ha determinato una perdita del 15% del raccolto agricolo.

2) Bacino del Giordano : ha le sorgenti al confine tra Libano e Israele (attuale zona di sicurezza di Israele che, sconfinando nel sud del Libano capta le acque del fiume libanese Litani);

scorre in territorio israeliano a pochi chilometri dal confine Siriano, che ne controllava gli affluenti di sinistra fino all’occupazione delle alture del Golan da parte di Israele;

raccoglie quindi le acque del fiume Yarmuk ( che segna il confine giordano-siriano ), segue ancora il confine israeliano-giordano fino all’immissione nel Mar Morto.

3) Bacino dello Yarmuk : ha le sorgenti in Siria, segna il confine tra Siria e Giordania e si immette nel Giordano in territorio israeliano. La Siria e la Giordania progettano due grandi dighe per la produzione di energia idroelettrica e l’irrigazione, ma trovano l’ostilità di Israele.

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