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La transizione demografica

La transizione demografica segna il passaggio da un regime demografico tradizionale, caratterizzato da alta natalità ed alta mortalità, ad uno moderno dove a bassi tassi di natalità corrispondono contenuti tassi di mortalità. In mezzo troviamo la transizione demografica, dove a natalità sostenuta si contappone una riduzione dei tassi di mortalità. E' la fase in cui si realizzazo i saldi naturali più elevati, una vera esplosione demografica. Si possono leggere i termini dello squilibrio tra il Nord ed il Sud del mondo nello sfasamento dei tempi della transizione. In Europa si è affermata nel XIX secolo quando la popolazione pari a circa 200 milioni, cresceva ad un ritmo di 8 milioni di individui all'anno (tasso 4%) Nel Sud del mondo, dove la transizione è ancora in corso, una popolazione di 1,5 miliardi di individui (Sud-est asiatico, Africa, alcuni paesi dell'America latina) cresce ogni anno di di 60 milioni di individui. In questi paesi il rapporto tra popolazione e risorse è critico e lo squilibrio aumenta anno dopo anno.

La teoria della transizione demografica distingue tre stadi che corrispondono a regimi demografici differenti.

Il primo stadio è definito antico. Si caratterizza per gli alti tassi di natalità compensati da alti tassi di mortalità. Nelle società tradizionali infatti, strutturate su base famigliare, la natalità era incoraggiata dal sentimento popolare e dalla religione. Per sopravvivere la società e la famiglia avevano bisogno di un alto numero di braccia e di individui. Il saldo naturale (differenza tra nati e morti) era prossimo allo zero,la crescita della popolazione lenta a causa di epidemie, guerre, carestie.
Oggi questo scenario è superato da tutte le popolazioni della terra.

Il secondo stadio è quello della transizione, dove a seguito delle migliori condizioni di vita ( aumento delle produzioni agricole e delle risorse alimentari, introduzione delle vaccinazioni ed in generale dell’affermazione di migliori condizioni igienico-sanitarie), si riduce la mortalità mentre la natalità è ancora elevata.
L’alto ritmo di crescita si assesta sul tasso del 4% annuo.
Con il passaggio da una economia rurale ad una economia industrializzata, all’inurbamento, alla diffusione dell’istruzione femminile, le nascite iniziano a diminuire e la crescita demografica rallenta.

Infine nel terzo stadio moderno, il tasso di natalità scende ancora fino ad eguagliare quello di mortalità. Si raggiunge il livello di crescita zero, alcuni paesi possono registrare saldi negativi.

L’Europa, il Nord America, la Russia, l’Australia, l’Argentina e la Nuova Zelanda si trovano nel terzo stadio.

Tutti gli altri paesi del Mondo si trovano in fasi diverse della transizione.

Cina, India e la maggior parte dei paesi dell’ America latina stanno per compiere il passo verso il regime moderno.

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