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India, Pakistan ed il contenzioso per le acque

Il fiume Indo nasce in Tibet, attraversa gran parte del Kashmir indiano ed entra quindi in Pakistan. Come in Medioriente, anche in questo caso la frammentazione del bacino idrografico, seguito all'affermazione degli stati nazionali post-coloniali, è alla base di conflitti territoriali. Nel 1960 è stato stipulato un trattato che ha assegnato i tre affluenti orientali all'India (Chenab, Ravi, Sutlej) ed i tre occidentali al Pakistan. La questione non è affatto risolta e le tensioni rimangono forti in conseguenza dei grandi progetti idraulici che interessano i due paesi.

PAKISTAN

Il sistema idrografico dell’Indo è di vitale importanza per il paese. Grazie alle sue acque e ad una rete di canali che si sviluppano per altre 60.000 km, vengono irrigati circa 18 milioni di ha di terre (80% delle terre coltivate).
Il 90% delle acque proviene dai ghiacciai Himalayani e dell’ Hindu Kush, la restante parte è apportata dalle precipitazioni meteoriche durante la stagione dei Monsoni.
La sua portata annua è di circa 197 miliardi di metri cubi d’acqua all’anno.

L’incremento demografico, lo sfruttamento agricolo sempre più intensivo e lo sviluppo delle attività industriali generano una continua pressione sulle risorse idriche.
Negli anni ‘70 si era vagheggiata l’ipotesi di fare sciogliere maggiori quantità di acque dai ghiacciai utilizzando esplosivi e raggi laser, oggi il Pakistan ha avviato la costruzione di 23 grandi dighe, per fare spazio alle quali sono stati spostati interi villaggi ed allagati numerosi ettari di terreno fertile.

INDIA

L’India, che possiede risorse economiche e tecnologiche superiori al Pakistan, sulla spinta della Rivoluzione Verde ha portato avanti ambiziosi progetti per lo sviluppo dell’irrigazione. Tra i progetti più importanti il RAJAD,(Rajasthan Agricultural Drainage Research Project) che ha strappato circa 400.000 ettari di terre al deserto del Thar. Sono stati realizzati canali ( il canale del Rajastan, più a sud il canale Indira Gandhi) e pozzi per la captazione in profondità delle acque di falda.

In questo modo il livello della falda si è abbassata, al di là della frontiera gli agricoltori pakistani sono stati costretti a scavare pozzi sempre più profondi per irrigare i campi, alcuni invece, privi di risorse finanziarie, li hanno abbandonati.

A partire dal 1947 l’India ha promosso una campagna per la realizzazione di grandi dighe, definite da Nehru ” i nuovi templi dell’India”.

Nel territorio del Punjab e del Kashmir sono numerose ed imbrigliano le acque degli affluenti indiani dell’Indo.
Il Punjab è una regione agricola importante ma il suo territorio soffre di gravi problemi di siccità.
Per la sua posizione infatti il monsone estivo scarica gran parte dell’umidità sulle regioni orientali dell’India ed arrivia quasi asciutto sui territori nord-occidentali .
In annate particolarmente secche i rubinetti delle dighe si stringono ed i flussi di acqua verso i vicini pachistani vengono ridotti….

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