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I venti di guerra spirano sul Khyber Pass

La valle del Khyber è una cerniera di 53 km che si apre tra le alte vette dell'Hindukus. Il passo omonimo, sulla linea di confine tra Pakistan e Afghanistan, mette in contatto la valle dell'Indo e il sub continente indiano con il cuore dell'Asia Il passo che ha avuto un glorioso passato ed un ruolo strategico internazionale, negli ultimi decenni ha rappresentato la via di fuga dei profughi afghani che abbandonavano il duro regime dei talebani e la via di transito di armi e droghe. I recenti avvenimenti dell' 11 settembre 2001 riportano nuovamente alla ribalta internazionale questo valico di montagna. Infatti gli accordi stretti tra Stati Uniti e Pakistan gettano le premesse perchè attraverso il Khyber transiti l'azione di rappresaglia americana contro i terroristi guidati da Bin Laden e contro il governo dei talebani che li ha protetti.

Il Khyber Pass si apre a 1067 m di quota nella catena dell’Hindukus. Attraverso queste strette gole con strapiombi nel vuoto di 180-300 metri, sono passati i popoli Ariani per invadere la penisola del Deccan intorno al 1.500 a.C.;
il buddismo per diffondersi dall’India verso il Tibet, la Cina ed il Giappone a partire dal VI secolo a.C.;

Alessandro Magno con il suo esercito nel 326 d.C.;
i Persiani, i Mongoli e i Tartari per convertire l’India all’Islam attorno al XII secolo d.C.

Crocevia di popoli e di civiltà, la sua posizione strategica si è rafforzata alla fine dell’800 nel corso delle guerre anglo-russe-afghane: per meglio controllare la principale porta dell’Asia gli inglesi nel 1879 costruirono una strada e nel 1920 la linea ferroviaria.

Il territorio a ridosso del confine afghano-pakistano è una terra di nessuno, sottoposta alle leggi delle tribù che di fatto “gestiscono” il passo Khyber libere dal controllo dei governi di Kabul ed Islamabad.

Il passo mette in comunicazione le città pakistane di Paswhar , Landi Kotal, Darra Adam Khel, con le afghane Jalalabad e Khabul.

Landi Kotal ( 40 km a Nord di Pashwar) è un fornitissimo mercato dove è possibile aquistare armi pesanti e leggere. Non solo i residui bellici lasciati sul campo dalle truppe sovietiche in ritirata dal territorio afgano, ma i modelli più moderni ad alta tecnologia.
Darra Adam Khel è invece specializzata nella produzione di copie: è il mercato dove un falso Kalashnikov si può comperare a “prezzi stracciati”.
Da Landi Kotal e Darra le armi raggiungono sia i talebani che gli oppositori al regime afgano.

In senso opposto viaggia l’oppio, coltivato estensivamente, come da noi si coltiva il mais, nelle adiacenti vallate della provincia di Nangarhar.

” Questa produzione è espressione dell’esistenza di un’ampia rete commerciale le cui maglie si estendono dal contadino afghano col suo mitra sulla spalla, in mezzo al proprio campo coltivato ad oppio, fino alle bande dei narco-trafficanti mondiali, passando per alcuni ex-leader della “resistenza afghana”, i maggiori capi delle tribù pashtu e i più influenti generali pakistani.
Il covo di questo Cartello (ossia un enorme gruppo monopolistico) si trova nel Passo Khyber tra le città di Peshawar e Jalalabad… la Provincia di Nangarhar, che produce circa 1500 tonnellate annue di oppio(il 40% dell’intera produzione afghana)è collegata alle confinanti regioni sotto amministrazione pakistana.
Qui si compie la raffinazione dell’eroina, in vista del suo smistamento nel mercato interno pakistano e in quello europeo, che è il principale mercato straniero per la sua distribuzione all’estero.” (dalla rivista Al-Majalla del 25 novembre 1995.)

Il paese sotto il mirino della rappresaglia americana è a tutti gli effetti un centro economico e di potere, al di là della sua localizzazione geografica e del suo isolamento fisico.

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