Questo sito contribuisce alla audience di

Yemen, turismo ed il brivido dei sequestri

Chi può desiderare di fare del turismo in un paese dove vaste aree del territorio sono in mano a bande malavitose, i rapimenti a scopo di estorsione sono all'ordine del giorno, si rischia il portafoglio e forse anche la vita passeggiando per le strade delle città? Normalmente nessuno, tuttavia nello Yemen questo tipo di prospettiva attira molti europei desiderosi di provare sulla propria pelle il brivido dell'esotismo.

Ci capita quindi di leggere notizie come questa:

“YEMEN, ANCORA OSTAGGI DEI RAPITORI I DUE TURISTI FRANCESI

SANA’A', 18 GENNAIO - È ancora ostaggio dei rapitori una coppia di francesi sequestrati ieri nello Yemen e della quale le autorità avevano in precedenza annunciato il rilascio.

I due, di circa 25 anni, erano in viaggio di nozze e sono stati rapiti insieme alla loro guida e al loro autista yemeniti ad Amran, una cinquantina di chilometri a nord di Sana’a', e portati a Jawf, un altopiano circa 150 chilometri a nord della capitale.

Il mancato rilascio sarebbe dovuto a un tentativo delle autorità di arrestare i rapitori, appartenenti alla tribù di al-Shamlan, i quali chiedevano al governo scuole e progetti di sviluppo per la loro regione. (Quotidiano.net,18 Gennaio 2001) ”

Il fatto sorprendente è che nella maggioranza dei casi i rapimenti di turisti e lavoratori stranieri sono effettuati da tribù che vogliono premere sul governo per ottenere migliori servizi igienico-sanitari e maggiori contributi statali.

Al posto delle lobby di potere quindi, nello Yemen le pressioni politiche si esercitano con l’arma del rapimento di turisti occidentali che vengono generalmente trattati bene e rilasciati illesi.
Ecco il brivido dell’avventura che affascina gli emuli di rambo delle vacanze tutto-compreso, rapimenti inclusi.
In un paese povero, privo di risorse e di infrastrutture, nel quale Amnesty International denuncia la sistematica violazione dei diritti umani, le donne vivono segregate , l’infanzia non viene tutelata, i gruppi tribali si fronteggiano utilizzando strategie arcaiche, non c’è questione morale che tenga,il paese registra ogni anno 80.000 arrivi turistici.

Nonostante la consapevolezza di alimentare con i propri viaggi il sostegno al regime antidemocratico al governo e al contempo il sostentamento delle bande criminali, il “turista” annoiato dal tran-tran del mondo occidentale parte egualmente. Si assiste ad un fenomeno singolare, le notizie di nuovi sequestri stimolano la fantasia e i flussi verso questi paesi non si arrestano .

Non sempre tutto finisce bene, nel 1998 quattro ostaggi occidentali sono rimasti uccisi quando le forze di sicurezza yemenite hanno dato l’assalto ad un covo di rapitori per liberare 16 ostaggi. I dodici superstiti hanno tuttavia provato i brividi che andavano cercando!

Per frenare i rapimenti, lo Yemen, che applica la Sharia (legge islamica) ha istituito tribunali speciali per gli autori di sequestri e introdotto la pena di morte per questo crimine.

IL Dipartimento Federale Affari Esteri della Svizzera ha recentemente diffuso questo comunicato:

“A causa dell’alto rischio per la sicurezza, si sconsigliano fino a nuovo avviso i viaggi turistici o non assolutamente necessari in Yemen….le lotte elettorali del primo trimestre 2001 sono state caratterizzate da manifestazioni di violenza. Negli anni scorsi, numerosi turisti e uomini d’affari sono stati rapiti in diverse regioni, alcuni rapimenti hanno avuto anche esito letale. I sequestri possono verificarsi in tutto il Paese, anche nelle città.
Nel 2000 a Aden e Sanaa sono stati perpetrati attentati contro installazioni straniere. Occorre in generale tenere conto che visti i delicati equilibri politici in Medio Oriente, la situazione può mutare rapidamente.”

ANCORA SULLO YEMEN….

Tajgikistan e Uzbekistan

Ultimi interventi

Vedi tutti