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W.Dalrymple DALLA MONTAGNA SACRA

Nella primavera del 587 d.C., il monaco Giovanni Mosco attraversò l’intero mondo bizantino, partendo dalle sponde del Bosforo per arrivare in Egitto. Da quel viaggio nacque il "Prato spirituale" uno dei libri più letti e popolari dell’antichità. Quattordici secoli più tardi William Dalrymple percorre lo stesso itinerario. Partito dalle pendici del Monte Athos, (la Montagna Sacra) ha attraversato la Turchia, la Siria il Libano, Israele e l'Egitto e toccato con mano il drammatico isolamento nel quale vivono oggi le residue comunità cristiane. Da questa esperienza il libro"Dalla Montagna Sacra", un diario di viaggio che è al contempo un saggio storico sul mondo Bizantino ed un reportage sul Medio Oriente contemporaneo.

W.Dalrymple fatica a rintracciare a Istanbul le testimonianze dell’antica Costantinopoli:

- i 400.000 greci autorizzati a rimanere in città all’epoca della furia nazionalistica di Kemal Atatuk,( costituivano la struttura portante delle attività commerciali), nel 1965 erano scesi a 75.000 , nel 1992 a meno di 5.000.

Visita alcuni dei 197 edifici monastici di culto armeno-ortodosso che ancora si ergono in territorio turco, residui degli oltre 2.549 censiti nel 1914, e li scopre in gran parte abbandonati ed in rovina.

“Gli arabi cristiani sono persone molto qualificate, con una educazione raffinata ma sono esausti…ora vogliono andare da qualche parte a rilassarsi.
C’è una discriminazione molto sottile contro di loro in tutti i paesi mediorientali ed è un guaio perché sono gli arabi cristiani che fanno sì che il mondo arabo resti arabo invece che mussulmano.
Sono gli arabi cristiani che mostrano che arabi e mussulmani sono due cose diverse, che non tutti gli arabi sono mussulmani e che non tutti i mussulmani sono arabi.”

In Israele l’autore tocca con mano gli effetti della politica che ha guidato le sovrintendenze archeologiche di Gerusalemme.

“Il compito dell’archeologia era di portare prove a sostegno degli insediamenti ebraici in Terrasanta, e non sempre quella di determinare le coordinate di antiche culture e civiltà .”
Le testimonianze bizantine sono state in gran parte cancellate e distrutte per enfatizzare l’ebraicità della terra di Israele.

Si ferma anche ad Alessandria , la mitica città dove nei primi del Novecento la cultura neogreca ha conosciuto in Kavafis uno dei suoi massimi esponenti e dove la comunità dei cristiano-copti ha fatto da sfondo al Quartetto d’Alessandria di L.Durrell.
Esiste ancora la Città Cosmopolita?
Dalrymple ne registra la decadenza ed i segni sempre più tangibili del fondamentalismo islamico .

Il reportage ogni tanto si interrompe ” per narrare anche la storia di stiliti cenciosi e mezzi nudi che farneticavano sulla cima della loro colonna e… di eunuchi che guidavano gli eserciti imperiali in battaglia.”

Un libro dallo stile avvincente e dall’architettura originale, una testimonianza importante per capire il Medio Oriente contemporaneo.

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