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Siddiq e Samar le neoministre afghane

A Bonn è stato siglato l'accordo che dovrebbe mettere la parola fine al medioevo afghano. Frutto di una delicata mediazione tra le diverse etnie, prevede l'istituzione di 30 dicasteri, la maggior parte dei quali attribuiti ai pashtun che ottengono anche la guida del nuovo Governo assunta da Hamis Karzai. L'evento rivoluzionario è tuttavia rappresentato dai due ministeri lasciati alle esponenti femminili: Salute ed Affari femminili.

Chi sono le donne che segnano una svolta epocale nella storia dell’Afghanistan?

Sina Wali, delegata del gruppo di Roma che riconosce come leader il vecchio re Zahir Shah.
Nominata ministro degli Affari Femminili e vicepresidente del consiglio assieme ad altri quattro ministri, avrà il delicato compito di contenere le istanze conservatrici promosse dall’Alleanza del Nord.

Infatti nonostante la ” liberazione” dal regime dei Talebani di gran parte del territorio afghano , la situazione femminile non è cambiata.
Le donne indossano ancora il burqa, solo sessanta temeraie hanno per il momento osato presentare domanda di iscrizione all’università di Kabul.

Suhaila Siddiq, delegata del gruppo di Roma, sarà invece il Ministro della Salute
Uno degli aspetti più drammatici dell’oppressione esercitata dal regime dei talebani è stata l’impssibilità per le donne di ricorrere ai servizi medico-ospedalieri.
L’istituzione di un ministero della salute guidato da una donna costituisce quindi un messaggio politico molto forte.

L’accordo ha preso il suo avvio nel cuore dell’Europa, si tratta ora di vedere se la delicata operazione diplomatica riuscirà a reggere e a diventare operativa nel lontano Afghanistan.

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