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Gli intoccabili dell'India

La Conferenza mondiale contro il razzismo che si è svolta a Durban alla fine di Agosto del 2001 si è occupata, tra l'altro, della grave discriminazione razziale che in India colpisce gli "intoccabili", i fuori casta.

I rappresentanti dei Dalit hanno chiesto che la discriminazione insita nel sistema delle caste della religione hindu venga condannata.

Il rappresentante del governo indiano a Durban, il segretario di Stato per gli affari esteri Omar Abdullah, ha energicamente respinto la pretesa dichiarando che la Costituzione indiana e una serie di leggi garantiscono che i Dalit non vengano sottoposti a trattamenti discriminatori da parte dello stato o dei suoi organi.

Ma le discriminazioni subite dai Dalit sono quatidiane e documentabili, spesso le leggi contro la discriminazione di appartenenti a certe caste vengano completamente ignorate dalle autorità stesse.
Ben dodici dei 29 stati federali non hanno adottato una legge del 1993, che vietava l’impiego di Dalit per lavori di bassa manovalanza per la pulizia di strade e di latrine soltanto a causa della loro appartenenza alla casta degli intoccabili.

Tra l’altro le quote garantite ai Dalit dalla Costituzione in materia di istruzione, lavoro e seggi parlamentari, non vengono mai completamente coperte: ai Dalit sono riservati il 22,5% dei posti, ma più della metà non vengono ricoperti su indicazione della Commissione statale per le caste e le tribù registrate (scheduled castes e scheduled tribes): nell’ambito del servizio pubblico i posti non ricoperti arrivano all’80% e per i posti di lavoro nelle banche statali al 45%.

Per contro il 70% delle funzioni più qualificate sono occupate dagli appartenenti alla casta più alta, quella dei Bramini, sebbene rappresentino solo il 5% della popolazione.

I CONTRASTI DELL’INDIA

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