Questo sito contribuisce alla audience di

Alambardo

Talvolta il cinema ci aiuta a capire meglio la realtà del nostro mondo. Per concludere il discorso sull'Argentina, vorrei ricordare un interessantissimo film sulla Patagonia, uscito nel 1992, dal titolo emblematico Alambrado, di Marco Bechis. L'alambrado è la recinzione di filo di ferro, il reticolo infinito che divide le proprieta' in una terra dove spesso a perdita d' occhio non si vede nessun altro intervento umano. E' un film che restituisce immagini e sensazioni così forti che alla fine crediamo di aver sentito tra i capelli l'ossessivo sibilare del vento delle lande patagoniche.

Protagonista assoluto di questo film e’ infatti il vento che soffia per due ore intorno a una famiglia inglese di allevatori di pecore isolata dal mondo, in equilibrio esistenziale precario tra un padre paranoico, una figlia che sogna di scappare a Parigi e un ragazzino che studia in mezzo ai pinguini le genealogie della Bibbia, sperando che da Buenos Aires lo chiamino per partecipare a un quiz televisivo.

Finche’ un giorno il vento, improvvisamente, cessa.
E quando il vento cessa, in Patagonia, gli umani diventano pazzi e il film si trasforma in un thrilling .

Visto oggi il film, con le immagini di desolazione umana ed ambientale e gli assordanti silenzi, ci fa capire quanto sia forte l’estraneità degli uomini argentini di fronte al loro territorio.
Un territorio di conquista che ha conquistato a sua volta e distrutto.

Forse la ragione della nuova crisi della Stato risiede nel fatto che gli argentini si sentono e sono ancora una colonia di europei che vive su un territorio alieno, usato per trarne ricchezza e non per costruire una patria ed un futuro.

Se qualche cosa va male, un sogno di ricchezza viene infranto, per gli argentini c’è sempre la possibilità di attuare una fuga verso la “vera patria”, la Francia, l’Inghilterra, l’Italia….
PATAGONIA

Ultimi interventi

Vedi tutti