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Che fine ha fatto il burqa?

Ecco le parole di Fatima , dirigente RAWA :" Continuiamo a esistere per liberarci dal terrorismo, dai signori delle guerre, anche dagli USA, che hanno creato Bin Laden e i talebani e per combatterli e ucciderli bombardano anche noi."

Fatima riferisce che le strade di Kabul sono tornate ad essere popolate, i mercati sono pieni ma non ci sono soldi e le vedove continuano a vivere di carità, i bambini vanno nelle immondizie.

Tutti hanno ancora paura.

Qualche donna si è tolta o sollevata il burqa, qualche uomo si è rasato, le musiche hanno ricominciato a suonare ma c’è la paura di punizioni e di vendette.

Dovrebbe esserci una forza delle Nazioni Unite senza russi, americani, inglesi ma con contingenti di altri paesi: una forza multietnica e multireligiosa che operi per disarmare i gruppi militari”.

Luisa Morgantini è intervenuta all’assemblea plenaria del Parlamento Europeo del 13 dicembre 2001, riportanto la testimonianza di Fatima.

” Dei diritti delle donne afghane ne parlano tutti.

Ottima cosa, purché le donne non vengano ancora una volta utilizzate per dare legittimità ad azioni di guerra.

Per anni, donne afghane e anche europee hanno denunciato ad un occidente sordo la condizione di oppressione e di violenza del regime dei talebani. La guerra non è finita.

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Le mine che dilaniano i corpi sono prodotte dalle fabbriche occidentali;
le cluster bomb, gettate a migliaia in questi giorni e rimaste inesplose, sono prodotte dalle nostre fabbriche;
nostri i brevetti perversi che disegnano le mine a forma di farfalla o di bambola;
nostre le cluster bomb gialle e carine, dello stesso colore dei sacchetti del cibo buttato dagli aerei”.

IL NUMERO DEI MORTI

LE VEDOVE DI KABUL

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