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Monte di Portofino (Liguria): un parco in via di estinzione?

La Regione Liguria e i Comuni sui quali si estende il parco hanno votato la riduzione della zona protetta da 4.600 a 1.000 ettari. Il parco è tornato ai confini del 1935, spazzando via l'ampliamento che era stato deliberato nel 1995. Si sta invertendo la rotta della politica ambientale italiana? Il parco del Monte di Portofino rischia di scomparire nel nome di una fraintesa esigenza di sviluppo delle comunità locali?

Le associazioni ambientaliste sono insorte e promettono ricorsi al Tar .
I vincoli del parco saranno quindi limitati al solo promontorio di Portofino, riaprendo così la possibilità di cacciare, di edificare, di tagliare alberi.

Non si è optato per una zonizzazione del parco secondo le nuove linee di tendenze volte a promuovere sviluppo all’interno delle aree protette.

Gli effetti della cementificazione selvaggia che ha devastato il paesaggio di Rapallo (da cui il termine dispregiativo di rapallizzazione per indicare una natura soffocata dal cemento) negli anni ‘70 sono sotto gli occhi di tutti.

Come altrettanto visibili sono borgo di Portofino e di parte di S.Margherita Ligure il cui territorio fino ad oggi si trovava per gran parte all’interno dell’area parco.

Nel 1936 il parco comprendeva era limitato al territorio dei comuni di Portofino e Camogli e parte di quello di Santa Margherita, poco più di 1.000 ettari.

Nel ‘95, la legge regionale aveva esteso l’area protetta a 4.600 ettari, estendendola anche ai comuni di Rapallo, Zoagli, Camogli, Recco e Chiavari.
Zone popolate da cascine e villette, dove i residenti non hanno mai accettato i vincoli del parco.

Così i sindaci di tutti i comuni hanno votato per il ritorno ai confini del ‘35.

” Il nostro non è un territorio selvaggio come quello del Gran Paradiso, ma è stato costruito dall’uomo con il suo lavoro.” Dice il sindaco di Zoagli Franco Rocca.
” Se l’uomo viene costretto ad abbandonarlo a causa dei vincoli eccessivi, il territorio si degrada».

Rocca elenca quelli che per i residenti sono i disagi portati dal parco:
«Strade per collegare le cascine non se ne possono fare, le ristrutturazioni sono estremamente difficoltose. Il parco costringe la gente a vivere come nell’800».

Gli ambientalisti tuttavia temono che, caduti i vincoli del parco, sul Monte di Portofino possa avviarsi una urbanizzazione selvaggia.

«Il parco ha salvato il promontorio dalla speculazione edilizia - ammette il sindaco di Santa Margherita, Angelo Bottino - ma questo quando non esistevano ancora i piani regolatori.
Oggi i nostri comuni hanno posto vincoli rigidi alle nuove costruzioni, per difendere il nostro territorio».

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