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Un crogiolo multietnico

Lo stato del Jammu e Kashmir è nato nel 1846 dall'unione di tre regioni, il Jammu, il Kashmir, il Ladakh e dei territori del Gilgit e del Baltistan. E’ situato all'estremo nord dell'Unione indiana, della quale fa parte, chiuso tra Afghanistan, Pakistan e Cina. Si tratta di una regione dove convivono diversi gruppi etnico-religiosi, i più importanti dei quali sono quello induista, musulmano e buddista.

Nella regione di Jammu gli induisti sono il 65% della popolazione e i musulmani il 30%; tra questi, alcuni sono originari del Kashmir, altri del Punjab.

Ci sono, poi, sikh (6%), buddisti, cristiani.

Nella valle del Kashmir il 90% della popolazione è musulmana di ceppo sunnita mentre gli induisti sono il 4% della popolazione.

Il Ladakh, chiamato piccolo Tibet presenta una configurazione etnico-religiosa ancora diversa:
qui il 50% della popolazione è di religione buddista mentre il 46% è costituito da musulmani sciiti.

Nel 1947, all’epoca della divisione tra India e Pakistan, la popolazione maggioritaria del Kashmir era musulmana.

Tuttavia il maharaja, che deteneva il potere su tutto il territorio, apparteneva alla minoranza induista ed in quanto tale decise l’annessione all’Unione indiana anzichè al Pakistan.

Il primo conflitto indo-pakistano scoppiò immediatamente e segnò l’inizio di una serie di episodi di violenza e di violazione dei diritti umani che ancora oggi afflige questo territorio himalayano.

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