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L'oro bianco del Mali

Il Mali è attraversato dall'alto corso del Niger e del Senegal, gode di un clima monsonico e presenta un'ampia varietà di paesaggi. A sud la valle del Niger e del Senegal sono caratterizzate dalla savana arborata mentre nelle regioni più settentrionali domina la steppa desertica.

Nel Mali vivono diversi gruppi etnici che nel corso dei secoli hanno elaborato culture originali:
i Dogon conosciuti per complessa cosmografia;
gli agricoltori Bambara ed i pastori Fulbe delle regioni meridionali,
i nomadi Tuareg delle terre sahariane.

Il Mali è uno dei paesi più poveri dell’Africa, la popolazione vive di agricoltura di sussistenza ed è costretta ad emigrare stagionalmente verso il Senegal e la Costa D’Avorio.

Nel decennio passato la Francia, che mantiene stretti legami economici con la sua ex colonia, ha intrapreso una massiccia campagna per convincere gli agricoltori a convertire le coltivazioni per la sussistenza (riso, miglio, sorgo) alla produzione di cotone.

Grazie alle sovvenzioni, molti contadini hanno intrapreso la strada dell’agricoltua capitalista rivolta all’esportazione, il cotone , l’oro bianco, sembrava la risposta più immediata alle esigenze di sviluppo del paese.

Come è accaduto altrove tuttavia, la monocoltura ha esposto il paese alle oscillazioni dei prezzi mentre la siccità che periodicamente colpisce le regioni del sahel mette a rischio i raccolti che da soli costituiscono il 70% delle esportazioni.

La recente crisi del mercato internazionale del cotone ha drasticamente ridotto le entrate di valuta del Mali che per contro ora è costretto ad importare prodotti agricoli ed alimentari (riso e sorgo), peggiorando ulteriormente il saldo della bilancia commerciale.

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