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Megalopoli e sviluppo

Nel 1950 la popolazione urbana della terra rappresentava circa un terzo della popolazione mondiale. Oggi 3 miliardi di persone, circa la metà dell’intera umanità, abitano in città.

La crescita mondiale della popolazione trova il suo spazio privilegiato nelle aree metropolitane.

Nel 1990 le città con più di un milione di abitanti erano 16, nel 2000 250 e fra vent’anni si calcola che supereranno le 500 unità.

Le metropoli attraggono grandi masse di popolazione dalle campagne, dominano i territori circostanti concentrando beni, servizi, capitali, lavoro, ma anche povertà, sottosviluppo e degrado sociale.

Nei paesi in via di sviluppo la struttura urbana è l’espressione degli squilibri territoriali, economici e sociali:

- una città di primo rango (la capitale) e tanti nuclei urbani minori marginali

- un centro direzionale di tipo occidentale accanto ai quartieri slums delle periferie che si gonfiano e lievitano ad ogni crisi agricola

Nel 2000 il rapporto fra “città del Sud” e “città del Nord” si è invertito rispetto al passato: solo Tokyo, New York e Los Angeles appaiono fra le 20 agglomerazioni dell’Asia, dell’America Latina e dell’Africa.

Indice di sviluppo umano”

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