Questo sito contribuisce alla audience di

La neocolonizzazione del Sud grazie alle politiche del FMI

L'economia dell'Ecuador trova ossigeno grazie all'esportazione di forza lavoro. Nel 2001 le rimesse degli emigranti (1364 milioni di dollari) sono state superiori alle entrate per la vendita dei prodotti delle piantagioni: banane, cacao e caffè.

In alcune regioni del paese 6 persone su 10 hanno almeno un familiare all’estero.
I dati ufficiali indicano una diminuzione dei tassi di disoccupazione ma questa è una conseguenza del fatto che gli emigrati non pesano più sulle statistiche occupazionali del paese.
Le loro rimesse servono ad alimentare una debole domanda interna e permettono al Governo di pagare gli interessi del debito inernazionale.
E gli investimenti per lo sviluppo? Possono attendere.
Si tratta di una moderna colonizzazione del Sud del mondo da parte di un Nord sempre più cieco e sordo alle esigenze delle popolazioni locali.
Il liberismo economico globale infatti non può che affossare le economie più deboli.
L’Ecuador non è in grado di reggere il peso di questo tipo di globalizzazione, non può competere con le economie Nord del Mondo, avrebbe bisono di erigere barriere protettive invece di abbatterle.
Il FMI preferisce costringere all’emigrazione un terzo della popolazione, i giovani che in questo modo non potranno investire le proprie energie fisiche ed intelettuali nel proprio paese e farlo crescere.
I paesi latinoamericani dovrebbero trovare il coraggio di sbattere la porta in faccia ai funzionari del FMI e trovare una soluzione attraverso accordi regionali.

Scheda geografica http://guide.supereva.com/geo/interventi/2005/03/200574.shtml

Ultimi interventi

Vedi tutti