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L’evoluzione economica del Brasile

La storia economica del Brasile è una drammatica successione di alti e bassi, di miracoli e di crisi.

I portoghesi, spinti dal desiderio di trarre profitti immediati dalla terra brasiliana, concentrarono di volta in volta tutte le loro energie nello sfruttamento di un unico prodotto fortemente richiesto dal mercato europeo e indirizzarono su di esso tutto lo sforzo della produzione senza curarsi delle conseguenze di questa eccessiva specializzazione.
Per alcuni l’esportazione arricchiva una particolare regione, ma quando la produttività della terra diminuiva o quando entrava in gioco la concorrenza di altri paesi che riuscivano a vendere lo stesso prodotto a prezzi più competitivi, l’economia di tutto il paese, che ruotava intorno a quest’unica risorsa , entrava in crisi.
I prezzi crollavano, le terre venivano abbandonate e la ragione che aveva conosciuto un’ondata di sviluppo, iniziava una lenta una inesorabile decadenza.
Lo stesso fenomeno si ripeteva in seguito con lo sfruttamento di un nuovo prodotto in un’altra regione del Brasile che diveniva per alcuni anni o per alcuni decenni il centro dell’economia del paese.
Questo tipo di sviluppo economico caratterizzato dal ripetersi di questi cicli ha avuto conseguenze gravissime per il Brasile.
Dall’inizio della colonizzazione fino ad oggi il Brasile non è mai stato in grado di fare da sé; la sua economia è sempre stata dipendente dalle economie dei paesi importatori che d’altra parte trovarono in Brasile uno sbocco per i loro manufatti e successivamente anche per i loro capitali.
Lo sviluppo interessava con rapidità sorprendente una ragione del paese ma poi, quando il ciclo finiva, si spostava altrove, lasciando la terra sfinita e gli uomini in miseria, lasciando in eredità gli squilibri fra ragione e regione, tra la costa e l’interno, tra il Nord e il Sud del paese.
Questi cicli economici sono la negazione stessa dello sviluppo e del progresso; le radici della miseria , degli squilibri tra le ragioni e del sottosviluppo odierno del Brasile sono da ricercare proprio in queste ondate di speculazione che sacrificavano il progresso economico del paese e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione al desiderio di guadagno immediato di un piccolo numero di proprietari terrieri e poi di industriali , arbitri del destino del paese.

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