Nello sforzo di modernizzazione del Brasile l’agricoltura non occupa certo il primo posto; se da un lato, in pochi anni, il numero dei trattori si è moltiplicato, il consumo di concimi è aumentato e si è ottenuto un notevole aumento della produzione agricola complessiva, dall’altro le stridenti contraddizioni del passato coloniale rimangono.
Sono ancora numerose le grandi piantagioni con strade e qualche volta ferrovie proprie.
Queste aziende costituiscono dei veri e propri villaggi indipendenti. La piccola o media proprietà sono diffuse soltanto nelle regioni più fertili.
Il livello di vita della popolazione rurale è ancora quasi sempre incredibilmente basso e abbiamo visto come i contadini poveri sono spesso costretti a fuggire verso le città.
Quando sono diventati evidenti i danni causati dalla monocoltura si è cercato di rimediare incoraggiando la policoltura, la coltivazione cioè di una vasta gamma di prodotti anziché di uno solo.
Tuttavia, le colture tradizionali per l’esportazione conservano ancora il primo posto.
Il caffè: il Brasile produce ancora più della metà del caffè del mondo e, naturalmente occupa il primo posto fra i paesi esportatori.
Le altre culture tradizionali sono :
la canna da zucchero, che si coltiva oggi soprattutto nello stato di Sao Paolo, sulle terre che lo spostamento del caffè verso Ovest ha lasciate libere.
Il cacao occupa un posto importante nella regione di Ilheus, sul litorale atlantico dello stato di Bahia.
Il cotone è coltivato soprattutto nello stato di Sao Paulo, ma anche nel Nordeste.
In altri settori sono stati fatti importanti progressi e si è sviluppato la coltivazione del tabacco e agrumi e foraggi.
Ma purtroppo spesso ancora i fabbisogni della popolazione del paese sono sacrificati alle colture di esportazione; la coltivazione di ortaggi e cereali è ancora del tutto insufficiente e gran parte della popolazione è costretta a cibarsi ancora di fagioli e manioca che praticamente sono le uniche cose che crescono sulle terre aride del sertao.
La foresta amazzonica aspetta sempre di essere sfruttata in maniera razionale: per il momento nella regione amazzonica sono sorte soltanto alcune piantagioni di iuta e di riso.
Il caucciù, invece non è mai riuscito a sormontare la sua grave crisi.
L’allevamento di bestiame ha una grande importanza; ma solo nella regione di Sao Paolo e intorno a Porto Alegre, il bestiame è di buona qualità.
Nelle altre regioni si sta comunque cercando di migliorare con la selezione e l’importazione di nuove razze, come lo zebù indiano.
Geografia
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in: Paesi dell'Europa
Agricoltura in Brasile
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