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L’erosione fluviale

Altri tipi di erosione.

Nel momento stesso in cui si è formata, la terra ha cominciato ad essere demolita: il vento, la pioggia e gli altri agenti naturali, infatti, esercitano una continua azione di smantellamento della crosta terrestre.
Tale azione viene chiamata dai geologi, nel suo complesso, erosione.
I suoi risultati sono molto evidenti sulle montagne, nei deserti ed in genere in tutte quelle regioni che, sprovviste o quasi di vegetazione , sono più direttamente esposte.
Esistono numerosi aspetti topici e molto noti del paesaggio dovuti unicamente all’erosione, le valli, i canyons, le scogliere, le caverne e molti altri.
Gli elementi naturali che procedono a tale lavoro di demolizione sono detti agenti erosivi e tra i più attivi figurano le acque correnti (cioè i fiumi , i torrenti ecc), le acque marine , i ghiacciai ed i venti.
In linea di massima, la più alta intensità dell’erosione si ha dove maggiore è la pendenza e dove i venti acquistano la massima velocità.
La più vistosa conseguenza dell’erosione dovuta alle acque correnti ( che si distinguono in acque di dilavamento quando fluiscono liberamente sulla superficie terrestre ed in acque incanalate quando scorrono lungo un letto) è la formazione delle valli, dette appunto per questo valli fluviali.
Un fiume, un torrente o comunque un qualsiasi corso d’acqua, quando scorre per lunghi periodi lungo un medesimo tracciato, modifica gradualmente il paesaggio naturale, incidendo più o meno profondamente il tratto che attraversa.
In condizioni particolarmente favorevoli, un fiume è capace di aprire letteralmente una pianura laddove in origine riusciva a stento a trovare un varco fra due versanti di monti.
Le valli nate in questo modo sono facilmente riconoscibili perché appaiono incassate, con versanti ripidi e con profilo a “V”.

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