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Le pianure alluvionali

Un altro fenomeno: le pianure alluvionali.

Osservando una qualunque carta geografica fisico politica balza subito all’occhio come l’uomo prediliga abitare nelle pianure: è generalmente al centro delle maggiori distese pianeggianti, infatti, che si possono individuare i maggiori agglomerati urbani.
Il motivo di tale preferenza è facilmente immaginabile: la vita in pianura è più facile che non tra i monti o lungo certe coste.
In pianura è infatti più facile tracciare vie di comunicazione, i terreni coltivabili sono più estesi e l’irrigazione quasi sempre assicurata.
Ma a geografia fisica fa delle distinzioni: non tutte le pianure sono uguali, o meglio dopo essersi faticosamente aperto la strada in mezzo ad una catena montuosa, ha finito con lo spianare letteralmente l’ambiente circostante.
Oppure possono essere il risultato del lento disfacimento cui vanno soggette tutte le montagne, le quali, pur impiegando millenni, vanno gradualmente sgretolandosi.
Infine, esiste ancora un altro tipo di pianure : si tratta delle cosiddette pianure alluvionali. Come si sa, i maggiori fiumi trascinano con sé quantità variabili, ma comunque sempre ingenti, di detriti che vanno strappando dai monti tra i quali sgorgano e dalle pianure che attraversano e che spesso loro stessi hanno formato, giunti allo sbocco in mare, questi detriti vengono ammassati in quantità tali da interrare poco alla volata la foce. Dove un tempo c’era un golfo, può crearsi un nuovo lembo di terraferma che viene appunto chiamato pianura alluvionale.
Una pianura di questo genere è la Pianura Padana, formata dai detriti raccolti e quindi ammassati dal Po nel corso di milioni di anni.

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