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Le migrazioni dei vegetali

Cos'è la migrazione dei vegetali.

E’ infatti proprio la presenza o meno di una folta vegetazione che rende tanto diversi tra loro angoli di paesaggio anche vicinissimi: basti pensare ad una montagna, il cui fondale generalmente è caratterizzato dalle colture, dai centri abitati, dai prati: appena sopra cominciano le folte abetale o i lariceti; quando questi, giunti ad una certa altezza, cominciano a diradarsi, fanno posto ad estensioni più o meno grandi di arbusti, rododendri , piante basse e contorte; quindi è la volta dei pascoli di alta montagna che nei brevi mesi estivi sono frequentati dalle mucche degli alpeggi; quando l’altezza con le sue rigide condizioni ambientali fa si che nemmeno i fiori più tenaci e resistenti trovino un angolo in cui sia possibile sopravvivere, allora ecco iniziare il regno delle nevi perenni e dei ghiacciai.
Tutte queste repentine quanto radicali variazioni del paesaggio sono legate ai mutamenti del manto vegetale.
Tuttavia non è giusto quanto si crede normalmente, cioè che ogni zona della cresta terrestre sia costantemente abitata dalle stesse specie di vegetali; in altre parole, non è affatto vero che tutte le piante muoiano esattamente nello stesso punto in cui sono nate.
Anche le piante si muovono, sono soggette ad autentiche migrazioni anche se tali spostamenti sono ovviamente più rari ed assai più lenti di quelli di cui sono protagonisti moltissimi tipi di animali.
Le cause e le modalità di tali spostamenti possono essere diversi; un esempio tra i più tipici è offerto dal pino flessibile , una conifera diffusa soprattutto negli Stati Uniti d’America, precisamente sulle Montagne Rocciose.
Una piantina che mette le radici nelle rocce si sviluppa così: gradatamente l’alberello cresce, sviluppando i propri rami nella direzione opposta a quella in cui è situato il masso; è a questo punto che piegati dalle continue raffiche di vento, anche i rami finiscono col mettere le radici; con il sopraggiungere dell’inverno, la pianta viene sepolta dalla neve, mentre i rami che non ne sono ricoperti, esposti al freddo ed ai venti secchi, muoiono e sostituiscono così la pietra come strumento di protezione, formando una barriera contro gli elementi ostili.
E’ proprio tale azione protettiva che permette al pino flessibile di perpetuare il proprio ciclo e spostarsi, quindi, continuamente anno dopo anno.
Quello del pino flessibile è solo uno degli esempi di migrazioni dei vegetali.
In realtà esistono tutta una lunga e complessa serie di fenomeni per effetto dei quali, ad esempio, piante che sono originariamente di una data regione nel corso di millenni si spostano in zone talvolta lontanissime da quella di nascita.
Il vento, l’acqua dei fiumi, le stesse migrazioni di animali possono essere causa involontaria delle diffusione di alcuni tipi di piante.
In quanto possono raccogliere i semi e portarli con sé in regioni lontane ma che hanno climi uguali o molto simili a quelli di partenza.
Tutti questi fenomeni dimostrano come nulla in natura sia realmente immobile o del tutto immutabile.

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