Questo sito contribuisce alla audience di

Le stagioni e le posizioni della terra rispetto al sole

Come si dividono le stagioni

Le stagioni sono i quattro periodi in cui si divide l’arco di tempo impiegato dalla Terra per compiere un giro di rivoluzione introno al Sole.
Nel corso di tale movimento , la Terra assume posizioni continuamente diverse: i due solstizi ed i due equinozi.
Si potrebbe forse credere che all’equatore faccia più caldo che ai poli perché il primo è più vicino degli altri due al Sole, ma in realtà il motivo di tal differenza è un altro.
Infatti, misurandola in chilometri, la differenza della distanza dell’ equatore e dei poli dal sole è grande, ma nell’ambito delle distanze intercorrenti nel sistema solare si tratta di ben poca cosa; di conseguenza quasi irrilevante è la differenza di temperatura ad essa dovuta.
Il motivo reale della diversità di temperatura sui può spiegare con un esempio pratico.
Se in un mezzogiorno assolato esponiamo al Sole due pietre lisce a forma di parallelepipedo, appoggiandone una su un a faccia maggiore e l’altra su una delle facce minori, constateremo che dopo breve tempo la prima si sarà riscaldata assai più della seconda.
Oppure se esponiamo al Sole una grossa pietra a forma di sfera , constateremo che la parte maggiormente riscaldata sarà quella superiore.
Da questi due semplici esperimenti potremo trarre un’importantissima conclusione. Il riscaldamento di un corpo da parte dei raggi solari non è determinato dalla sua maggiore o minore vicinanza al Sole, bensì dalla posizione delle sue superfici rispetto ai raggi solari: più precisamente, il riscaldamento risulterà tanto maggiore quanto più perpendicolari saranno i raggi solari che lo colpiranno.
Ecco perché nelle zone equatoriali il calore è maggiore che nelle regioni polari .
Le posizioni sono equinozio di primavera dove i raggi solari cadono perpendicolarmente sull’equatore; solstizio d’estate dove l’emisfero settentrionale risulta più colpito dai raggi solari; equinozio d’autunno dove la posizione è simile a quello primaverile, poi torna il solstizio dove la parte settentrionale non è esposta ai raggi solari.
Per spostarsi dall’una all’altra di queste quattro posizioni la terra impiega sempre lo stesso tempo, cioè un anno.
Si può quindi concludere che l’inclinazione dell’asse terrestre è una delle principali cause del mutare delle stagioni: sole, gelo, acqua, e neve contribuiscono a modificare e trasformare il continuazione la superficie del nostro pianeta.

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati