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Ultimi interventi

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  • Megalopoli e sviluppo

    Nel 1950 la popolazione urbana della terra rappresentava circa un terzo della popolazione mondiale. Oggi 3 miliardi di persone, circa la metà dell’intera umanità, abitano in città.

  • La condizione femminile nei PVS ( Paesi in Via di Sviluppo )

    Al momento della nascita maschi e femmine risultano praticamente equivalenti per numero. Mano a mano che si avanza nelle diverse fasce d'età nei paesi occidentali la popolazione femminile acquista maggiore peso, superando nettamente nella terza età quella maschile . In alcuni paesi PVS accade esattamente il contrario.

  • Il rovescio della medaglia

    Lo stato meridionale indiano dell’Andhra Pradesh sta lentamente emergendo dal vasto anonimato del Terzo Mondo, grazie alle virtù cibernetiche di HiTech City. Ma a sole cinque ore di macchina da Hyderabad (inclusi i passaggi da fuoristrada) nelle capanne di fango dove non c’è corrente elettrica e pochi sanno cos’è un computer, un nuovo commercio ha recentemente arricchito una minuta schiera di mediatori improvvisati. Il mercato a cui fanno riferimento i nuovi imprenditori del luogo non tratta software, ma bambini.

  • La politica demografica della Cina

    I Cinesi sono 1,230 miliardi, crescono al ritmo di circa 10 milioni di unità all'anno, che corrisponde ad un tasso di incremento dello 0,9%. Nel 1970 il tasso era del 3%, troppo elevato per consentire un equilibrato sviluppo del paese e rispettare l'obiettivo di contenere la popolazione cinese entro la soglia di 1,6 miliardi per il 2025. Negli anni Settanta il governo di Pechino decise quindi di adottare alcune iniziative per ridurre la natalità e contenere la crescita demografica. Venne avviata la campagna del "figlio unico".

  • La transizione demografica

    La transizione demografica segna il passaggio da un regime demografico tradizionale, caratterizzato da alta natalità ed alta mortalità, ad uno moderno dove a bassi tassi di natalità corrispondono contenuti tassi di mortalità. In mezzo troviamo la transizione demografica, dove a natalità sostenuta si contappone una riduzione dei tassi di mortalità. E' la fase in cui si realizzazo i saldi naturali più elevati, una vera esplosione demografica. Si possono leggere i termini dello squilibrio tra il Nord ed il Sud del mondo nello sfasamento dei tempi della transizione. In Europa si è affermata nel XIX secolo quando la popolazione pari a circa 200 milioni, cresceva ad un ritmo di 8 milioni di individui all'anno (tasso 4%) Nel Sud del mondo, dove la transizione è ancora in corso, una popolazione di 1,5 miliardi di individui (Sud-est asiatico, Africa, alcuni paesi dell'America latina) cresce ogni anno di di 60 milioni di individui. In questi paesi il rapporto tra popolazione e risorse è critico e lo squilibrio aumenta anno dopo anno.

  • L'Indice di Sviluppo Umano - ISU -

    A partire dal 1990, su iniziativa del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUS) è stato messo a punto l'Indice di Sviluppo Umano, ISU, un indicatore composto calcolato su base annua . L'indice si sostituisce alla classifica quantitativa tra stati ricchi e poveri calcolati esclusivamente sulla base del reddito e del PIL, ed introduce alcuni parametri in grado di valutare gli aspetti qualitativi del benessere della popolazione relativi alla salute, all'ambiente , all'alimentazione, all'istruzione, agli squilibri socio-economici. Su questa base viene stilata annualmente una graduatoria.

  • Demografia e potere in Medioriente

    Con la nascita degli stati nazionali mediorientali sono emerse le tensioni tra i diversi gruppi etnici che costituivano la popolazione delle nuove unità territoriali. I rapporti di forza, a seguito delle diverse dinamiche demografiche delle comunità cristiane, mussulmane e di quella ebraica, hanno subito rapide trasformazioni.