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L' acqua

Ogni anno la domanda di acqua mondiale incrementa e sempre più uomini e animali si trovano in difficoltà, anche se l'acqua sulla Terra resta più o meno quella, ragione per cui le falde vengono continuamente sovraescavate e in molte regioni scoppiano veri e propri conflitti per la sete.

I consumi d’acqua sulla Terra sono molto diversi da continente a continente: nell’America del Nord ogni famiglia consuma circa 350 litri al giorno, mentre in Europa il consumo scende, di media, a 165 litri al giorno e in Africa precipita a soli 20 litri.
Del tutto particolare è il caso di Roma che ha una disponibilità di acqua (di qualità) straordinaria: ogni famiglia romana dispone di 500 litri al giorno convogliati da cinque grandi sorgenti e quattro campi alimentati da pozzi per un totale di 23 m3/s su una rete idrica di 6000 km. Nei prossimi 20 anni la quantità media di acqua pro-capite diminuirà di un terzo rispetto a oggi, contribuendo, fra l’altro, ad aggravare i problemi della fame nel mondo. Ogni anno muoiono oltre 2 milioni di persone per malattie causate dall’acqua inquinata e oltre 650.000 persone sono rimaste vittime, nell’ultimo decennio, degli effetti catastrofici di eventi naturali provocati dalle inondazioni. Ma anche gli altri viventi soffrono: le specie acquatiche sono diminuite drasticamente, dal 10% di quelle ittiche al 24% in meno dei mammiferi.
Le necessità quotidiane di acqua potabile per gli esseri umani sono in realtà basse: quattro - cinque litri per persona ed è noto che i nomadi del deserto sono in grado di lavarsi completamente con il contenuto di una sola bottiglia di acqua. Ma produrre generi alimentari per gli uomini necessita di molta più acqua, da 2000 a 5000 litri al giorno: è in questo campo che si dovrebbe risparmiare recuperando acqua già usate e utilizzando finalmente metodi di irrigazione per sgocciolamento e non più per canalizzazione. Basterebbe poco: migliorando l’efficienza dell’acqua dell’1% si guadagnano circa 200.000 litri di acqua dolce per ettaro per anno.
L’acqua non è presente in modo omogeneo sul pianeta Terra e di fronte ad aree che ne sono ricchissime, e nelle quali dell’acqua si fa uso e abuso, ne esistono molte altre che ne dispongono in quantità insufficienti, tanto che la continua riutilizzazione per usi diversi della poca acqua a disposizione la rende anche veicolo di infezioni e malattie. Tuttavia l’acqua è presente in quantità abbondanti in tutti i continenti: basta dare uno sguardo al planisfero, ai grandi bacini fluviali e ai grandi laghi per rendersene conto.
Il problema è che mentre nel “nord” essa viene anche distribuita, nel “sud” essa viene poco e male distribuita.
Le acque fossili, e tutte le acque che si trovano nella crosta terrestre (escluse quelle di origine vulcanica) sono di origine piovana, visto che possono derivare da viaggi sotterranei lunghissimi. L’acqua però non riposa in grandi cavità sotterranee come si potrebbe pensare, anche se qualche volta è effettivamente così, come nelle regioni carsiche dove si rinvengono grotte con veri e propri laghi di grandi dimensioni.
E’ quanto avviene nella zona del Carso, dal Friuli fino in Slovenia, dove si verifica uno dei processi erosivi più caratteristici nelle regioni carbonatiche della Terra, il carsismo. Dove abbondano i calcari, il biossido di carbonio contenuto nell’acqua “aggredisce” chimicamente i rilievi fino a creare un paesaggio ricco di forme dolci, inghiottitoi naturali e doline, depressioni circolari dal fondo piatto dove corsi d’acqua e veri e propri fiumi si immergono nel sottosuolo per continuare a scorrere in profondità e riemergere anche a parecchi chilometri dal punto di immersione.
L’acqua sotterranea è, invece, più comunemente, contenuta nelle rocce come in enormi spugne, e questo processo di accumulo è di straordinaria importanza perché rappresenta la riserva e la fonte delle acque che escono dai nostri rubinetti.
Benché solo lo 0,6% dell’acqua si trovi nel sottosuolo, nei primi 800 metri di crosta dei continenti c’è una quantità di migliaia di volte maggiore di quella contenuta in tutti i fiumi del globo. Una falda acquifera è una porzione del sottosuolo in cui tutti gli spazi vuoti nei sedimenti e nella roccia sono pieni di acqua a saturazione; la superficie freatica è il limite superiore di una falda. In genere la superficie freatica ha la stessa forma del rilievo sotto il quale si trova ed emerge in superficie alimentando le sorgenti o direttamente fiumi, laghi e paludi.
Non tutte le rocce possono contenere la stessa quantità d’acqua, tutto dipende dalla loro capacità a farsi attraversare, cioè dalla loro permeabilità, che dipende dalla percentuale di vuoti e di fratture che la caratterizzano. Naturalmente più piccoli sono i vuoti, più lento è il passaggio dell’acqua: è il caso dell’argilla che, per questa ragione, può essere considerata impermeabile.

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