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Calabria

Calabria, terra arida, martirizzata dai terremoti e dalle molteplici facce che nasconde in ogni angolo del suo territorio. Solo colui che ha “fiuto” per ciò che offre il territorio e la natura calabrese, coglierà tesori custoditi segretamente dal tempo.

La penisola calabrese è infatti costituita da rocce cristalline di età prepaleozoica e che diedero origine ai massicci della Sila, delle Serre e dell’Aspromonte.

Queste rocce “arcaiche” si suddividono in graniti, gneiss e micascisti.

Il gruppo dei graniti è sviluppato soprattutto lungo il litorale Jonico costituendo la zona orientale della Sila e delle Serre. Il gruppo degli gneiss affiora prevalentemente nella zona occidentale della Sila, nella catena litorale che va da Paola (CS) a Cosenza, lungo l’altopiano di Maida (CZ) e Chiaravalle (CZ) per finire poi, nel massiccio dell’Aspromonte con il gruppo dei micascisti, vere e proprie rocce tipicamente aspromontane, alterate sia nell’aspetto che nella struttura.

I terreni mesozoici o dell’era secondaria costituiscono un terzo della montagna meridionale e sono presenti con varie forme ed aspetti da Lagonegro (PZ) a Castrovillari (CS) e da Pazzano (RC) fino a scendere verso il mar Jonio.

I terreni di età terziaria o cenozoica, composti di rocce sedimentarie quali argille, arenarie, sabbie ecc., provengono dal sollevamento della terra in seguito ad violentissimo abbassamento e sprofondamento, si possono osservare oggi nel Reggino, nelle montagne di Mosorrofa, Terreti e Ortì, ricche di sedimenti conchigliferi, raggiungendo una quota che varia dai 700 ai 1200 m. s.l.m.

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