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Difendere i poli dallo sfruttamento

Ipersfruttamento delle risorse ittiche, inquinamento dovuto alle navi e all' estrazione di idrocarburi, e invasione di specie aliene sono i pericioli più gravi e probabili

Un nuovo e coordinato insieme di regole internazionali in grado di governare le attività commerciali in entrambe le regioni polari della Terra è una necessità urgente per alleggerire la pressione attualmente presente su questi fragili ecosistemi: è quanto ha stabilito un comitato di esperti nel corso della conferenza delle Nazioni Unite “Beyond International Polar Year: Emerging/Re-emerging Issues in Law and Policy in Polar Regions” tenutasi in Islanda per le iniziative legate all’Anno polare internazionale.

A causa del cambiamento climatico globale, l’antico ghiaccio depositato sulla superficie dell’Oceano Artico sta rapidamente scomparendo, creando nuove opportunità per l’industria della pesca e aprendolo una potenziale nuova rotta oceanica tra Europa e Asia, una prospettiva che sta già attraendo miliardi di dollari di investimenti in navi in grado di navigare in queste zone.

L’Antartide, d’altra parte, sta attraendo un’enorme quantità di turisti (ben 40.000 nel 2007) e di ricercatori (che ora ammontano a circa 4000 in 37 stazioni permanenti estive e numerosi campi provvisori) e compagnie interessate allo sfruttamento delle risorse biologiche degli organismi estremofili che vivono in questo continente.

“Molti esperti ritengono che questa nuova corsa alle regioni polari non sia gestibile con le leggi internazionali esistenti”, ha spiegato A.H. Zakri, dell’Institute of Advanced Studies della United Nations University (UNU-IAS), in Giappone, co-organizzatore della conferenza insieme all’Università di Akureyri, in Islanda, l’Università di Tilburg, in Olanda, e il Northern Institute for Environmental and Minority Law e l’Arctic Centre dell’Università della Lapponia, in Finlandia.
“La pressione su queste regioni uniche e altamente vulnerabili sta crescendo - ha continuato Zakri - e molti esperti sono concordi sulla necessità di nuove politiche per salvaguardarle dallo sviluppo connesso con l’apertura del mitico ‘passaggio a nord-ovest’: occorre cioè identificare un insieme di misure da suggerire ai decisori politici, che devono essere più veloci del cambiamento ambientale in atto.”
In particolare, a risultare particolarmente aggressive nei confronti delle regioni polari saranno prevedibilmente l’ipersfruttamento delle risorse ittiche, l’inquinamento dovto alle navi e all’estrazione di petrolio e gas naturale, alle perdite dello stesso greggio nonché all’invasione di specie aliene trasportate dall’acqua presente nelle stive delle navi.

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