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Il più piccolo cranio di dinosauro

Gli eterodontosauri, i cui esemplari adulti erano delle dimensioni di un pollo, vissero nel Giurassico, circa 190 milioni di anni fa, nell’attuale Sudafrica


Uno dei più piccoli crani di dinosauro ma scoperti è stato identificato e descritto da un gruppo di ricerca anglo-americano.
Il reperto infatti misura soltanto 45 millimetri in lunghezza e apparteneva a un esemplare molto giovane di eterodontosauro, una delle prime specie di dinosauro. Secondo le stime, il cucciolo pesava circa 200 grammi.
Stando a quanto viene riferito sull’ultimo numero della rivista “Vertebrate Paleontology” le analisi del cranio rivelano dove e come gli Ornithischia, la famiglia di dinosauri erbivori che comprende gli eterodontosauri, attuarono la transizione dalla dieta carnivora a quella vegetariana.
“È probabile che tutti i dinosauri erbivori si siano evoluti da antenati carnivori” ha spiegato Laura Porro, ricercatrice dell’Università di Chicago e coautrice dell’articolo. “Poiché gli eterodontosauri sono tra i primi dinosauri adattati al consumo di vegetali, possono rappresentare una fase di transizione tra gli antenati carnivori e i più sofisticati discendenti erbivori; e questo cranio giovanile indica che questi dinosauri erano ancora nel mezzo di questa transizione.
”Gli eterodontosauri, i cui esemplari adulti erano delle dimensioni di un pollo, vissero durante il periodo Giurassico, circa 190 milioni di anni fa, nell’attuale Sudafrica. Poiché i fossili di questo genere sono molto rari, le loro caratteristiche sono poco conosciute in confronto con gli altri grandi gruppi di dinosauri. Nel corso della ricerca Porro e colleghi hanno confrontato il reperto con altri due, relativi a esemplari adulti, conservati presso l’Iziko South African Museum a Cape Town.

“La scoperta è importante perché per la prima volta abbiamo avuto la possibilità di esaminare in che modo gli eterodontosauri cambiavano durante la crescita”, ha concluso Richard Butler curatore del Natural History Museum di Londra e coordinatore dello studio. “I cuccioli avevano occhi relativamente grandi e musi corti: la differenza con gli esemplari adulti è un po’ quella che si ritrova tra piccoli e adulti di cani.”

FONTE: REPUBBLICA

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